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gennaio 20 2007

LA FAMIGLIA DEL LOS ANGELES TIMES RAFFORZA LA SUA POSIZIONE

La famiglia Chandler, maggiore azionista di Tribune, il gruppo statunitense che possiede il Los Angeles Times e la squadra di baseball di Chicago, ha presentato un' offerta per acquisire la totalità delle azioni della società. E' infatti prevista una scissione delle attività principali del gruppo. L'offerta è di circa il 4,5 per cento più alta rispetto alla media del valore del titolo a Wall Street.
postato da: Sal alle ore gennaio 20, 2007 12:16 | link |
categorie: usa , los angeles times, tribune
gennaio 16 2007

TIME WARNER TAGLIA 150 POSTI DI LAVORO

La tendenza è ormai chiara, internet è destinata a cambiare per sempre il futuro dei gionali. Lo si sa da anni, ma ora dopo che il New York Times, che guadagna di più con l'edizione online che non con quella su carta, la tendenza si conferma anche nei settimanali e nei mensili. Il gruppo editoriale Time che, oltre al prestigioso settimanale, pubblica riviste come People, Sports Illustrated e Fortune ha intenzione di tagliare quest'anno circa 150 posti di lavoro, oltre la metà dei quali giornalisti o responsabili editoriali. Cambierà sia il moTdo di lavorare dei periodici del gruppo Time Warner, che controlla anche Cnn e Aol, sia il sistema redazionale. Verranno infatti smantellati alcuni uffici, come quello storico di Parigi. Rimarranno i corrispondenti, che senza ufficio e segretarie. In un lungo articolo il New York Times ricorda che gli articoli di People, dedicati a star del gossip, in realtà pezzi che sono poco più lunghi di una didascalia sono scritti da ben sette persone, e poi riscritti in modo definitivo da una ottavo giornalista, in redazione. Il quale fa anche le telefonate di verifica. D'ora in poi, ogni articolo verrà scritto da un solo redattore, mentre le case dei corrispondenti diventeranno, con l'installazione di semplici postazioni laptop journalist, veri uffici domestici.
postato da: Sal alle ore gennaio 16, 2007 12:29 | link |
categorie: usa , time, , new york times
gennaio 14 2007

NEL 2043 IL NEW YORK TIMES CHIUDE

Uno tra o più seri studiosi dell'editoria americana, Philip Meyer, ha fatto un'ipotesi che non ha reso felici i giornalisti Usa. Secondo le sue valutazioni l'ultima sgualcita copia su carta del New York Times sarà acquistata nel 2043. La crisi di vendite che affligge i quotidiani da venti anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica.
postato da: Sal alle ore gennaio 14, 2007 18:32 | link |
categorie: usa , new york times, philp meyer
dicembre 30 2006

SCOMPARSO IL PIONIERE DELLA TELEVISIONE

Frank Stanton, pioniere della televisione negli Stati Uniti ed ex presidente della Cbs, è morto nella sua casa di Boston, all'età di 98 anni. Lo ha annunciato la rete televisiva da lui guidata per decenni, nominato nel 1946 presidente della Cbs, che lo ha definito il suo ''capomastro'', Stanton era rimasto in carica per 25 anni, più a lungo di qualsiasi altro manager televisivo.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:03 | link |
categorie: usa , cbs , frank stanton
dicembre 17 2006

NEL 2007 GLI AMERICANI PER 10 ORE AL GIORNO DAVANTI ALLA TV

Nel 2007, l'americano medio trascorrerà circa dieci ore al giorno davanti alla televisione, navigando su internet o leggendo libri, quotidiani o riviste. Lo rivela l'ufficio del censimento Usa, nel suo annuario statistico 2007. Tra le altre conferme dello studio c'è quella che gli americani continuano ad amare le bevande gassate. L'anno prossimo ne consumeranno quasi 4 litri a settimana, contro meno di due litri di latte, acqua minerale e caffè. Da qui una conferma i due terzi degli americani sono sovrappeso, un terzo di loro sono obesi.
postato da: Sal alle ore dicembre 17, 2006 10:15 | link |
categorie: usa
novembre 29 2006

L'ARCHIVIO GIGANTE



E' il più grande archivio di giornali del mondo. Un database online di quotidiani americani che non ha eguali. Si paga, ma per sette giorni è gratuito.
postato da: Sal alle ore novembre 29, 2006 11:26 | link |
categorie: usa , washington post

L'INDIPENDENZA CALPESTATA

La questione è sempre la stessa. Il segreto professionale da una parte, i giudici che indagano su qualche caso dall'altra, i giornalisti sottoposti a restrizioni, perquisizioni, controlli. Qui da noi, in Europa e anche negli Usa. Su un provvedimento della Corte Suprema, relativo alle telefonate di due giornalisti del New York Times, è intervenuta Reporters sans Frontières con un comunicato che qui riporto qui sotto.

La verità però, secondo me, è che nè gli editori, nè i direttori dei giornali hanno la più la capacità di proteggere i loro giornalisti, anche in casi come questi. Le fonti non si rivelano, le telefonate non s'intercettano, il giornale deve essere una cassaforte. Ma tutti sappiamo che non è così. Ho visto direttori, per molto meno, abbandonare i propri giornalisti alla furia di qualche politico stizzito per commenti o cronache non adeguate. Basti pensare a quello che Berlusconi ha detto in questi anni contro giornali e giornalisti, lui che avrebbe dovuto essere lo specchio di un paese libero con una stampa indipendente, mille miglia lontano dal potere politico. 

Il conflitto d'interessi è generale, gli editori puri, se mai ci sono stati, sono scomparsi da trent'anni, l'economia, la finanza, poteri che assomigliano molto a quelli mafiosi si sono insinuati nel mondo dell'informazione in un modo così eclatante e arrogante che non siamo più capaci di capire fin dove sono arrivati a tracciare i loro confini.


From Rsf

Press release
28 November 2006

UNITED STATES
NEW YORK TIMES FORCED TO HAND OVER PHONE RECORDS IN BLOW TO CONFIDENTIALITY OF SOURCES


Reporters Without Borders voiced deep regret today at yesterday's refusal by the US supreme court to stay implementation of a federal court ruling requiring the New York Times to surrender the phone records of two of its journalists. The organisation reiterated its appeal to congress to pass a federal shield law that would protect journalists' sources.

"The supreme court's decision is another setback for the confidentiality of sources," Reporters Without Borders said. "The courts and the federal government can always use national security as an argument to force journalists to hand over their phone records, although it is hard to see how respect for professional secrecy would threaten US internal security in this case."

The press freedom organisation added: "This decision is unfair and dangerous, and we have no illusions about the outcome of the appeal the New York Times plans to address to the supreme court on the substance of this case. It is therefore vital that the congress that was elected on 7 November should make room on its agenda for a vote on a law giving federal protection for the confidentiality of sources."

Yesterday's ruling concerns information obtained by New York Times reporters Judith Miller and Philip Shenon shortly after 9/11 about Islamic charities suspected by the FBI of links with terrorism. After Miller and Shenon learned that the government planned to freeze the charities' assets and contacted them for a comment, the justice department began an investigation to determine the source of the leak.

Citing New York state legislation and the US constitution's first amendment, New York judge Robert W. Sweet ruled in favour of the two journalists on 24 February 2005. Federal prosecutor Patrick Fitzgerald referred the case to a federal court a year later.

The Manhattan federal appeal court ruled on 1 August of this year that the first amendment does not protect the confidentiality of journalists' sources and ordered the New York Times to hand over the phone records to the grand jury that is investigating the leaks. The newspaper thereupon asked the supreme court to stay implementation of this order, finally receiving a rebuff yesterday.

Miller spent 12 weeks in prison, from 6 July to 29 September 2005, for refusing to name her sources in a separate case. She has since left the New York Times.
_______
postato da: Sal alle ore novembre 29, 2006 08:43 | link |
categorie: usa , new york times, reporters sans frontières
novembre 23 2006

IL DIRETTORE FATELO NERO

E' il direttore del Los Angeles Times Dean Baquet (nella fotografia) il giornalista di colore in testa alla classifica della National Association of Black Journalists. Il nero Baquet ha eliminato in finale Debra Adam Simmons', vicepresidente e direttore dell'Akron Beacon Journal. Il quotidiano più venduto tra i lettori afro americani.
postato da: Sal alle ore novembre 23, 2006 18:21 | link |
categorie: usa , giornali, los angeles times
novembre 20 2006

A WALL STREET IL TITOLO TRIBUNE SI CONSOLIDA

Sulla scorta delle anticipazioni dei movimenti finanziari attorno alla Tribune Co., il titolo a Wall Street ha chiuso questa sera a 32,30 dollari con un + 0,05 per cento.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 23:22 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, editori, wall street

TRIBUNE SOTTO TIRO

Si infittisce la lista dei pretendenti all'acquisto di Tribune Co, il gruppo editoriale cui fanno capo tra l'altro il Los Angeles Times e il Chicago Tribune. Al primo polo del settore Gannett, che controlla il quotidiano più diffuso negli Stati Uniti, ovvero Usa Today, si profila l'interesse anche di Maurice "Hank" Greenberg, l'ex numero uno del colosso assicurativo Aig. Alla Tribune (+1,34 per cento la quotazione in Borsa a 32,46 dollari), che possiede anche stazioni tv e la squadra di baseball dei Chicago Cubs, guardano diverse società di private equity, nonchè i miliardari Ronald Burkle, il re dei supermercati californiani, insieme all'immobiliarista Eli Broad, mentre David Geffen, socio d'affari di Steven Spielberg, sarebbe interessato soltanto all'acquisto del Los Angeles Times.

Il gruppo Gannett è segnalato dal Wall Street Journal, mentre nel caso dell'81enne Greenberg, secondo il New York Times, ci sarebbe la decisa volontà di fare investimenti nel settore dell'editoria, a dispetto delle difficoltà sempre più critiche in cui versa. L'ex numero uno della Aig, costretto a lasciare le cariche a seguito delle indagini avviate dalla procura di New York sulla stipula di alcuni contratti ritenuti sospetti, starebbe guardando a tutto campo perchè nel mirino sarebbe finito anche il Boston Globe, nel portafoglio del New York Times, che interessa anche a Jack Welch, l'ex capo di General Electric. Greenberg, secondo voci riportate da NY Times avrebbe come potenziale obiettivo anche Dow Jones & C., la società che pubblica il Wall Street Journal.

Intanto, sul settore si profila un'altra maxi-operazione di buyout, dopo quella di oltre 10 miliardi di dollari che ha interessato Univision la tv in lingua spagnola, la Clear Channel Communications, il primo gruppo di radio negli Stati Uniti, farebbe gola alla cordata di fondi di private equity Kkr e Providence, e a quella composta da Bain Capital, Texas Pacific e Thomas Lee Partners.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 21:18 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, editori, wall street, new york times, dow jones, gannet

PIU' DONNE ALLE NEWS DEI NETWORK

E' in diminuzione il numero dei giornalisti appartenenti a minoranze etniche che sono impiegati nei network locali americani. Lo rileva una statistica del Maynard Institute, secondo cui invece il numero delle donne direttori delle news radio è cresciuto dal 39,3 per cento del 2004 al 40 per cento dell'anno scorso. Fanno eccezione al calo degli impieghi per le minoranze le tv e le radio di lingua spagnola che da almeno un anno fanno piazza pulita del mercato pubblicitario.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 14:53 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, network, editori
novembre 19 2006

VIVENDI VENDE NBC

Più concreta l'ipotesi che Vivendi ceda il 20 per cento di Nbc. Potrebbe accadere già l'anno prossimo. Sempre che si risolva la questione General Electric, tutt'altro che semplice.
postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 23:53 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, network, editori, ge , nbc , vivendi

BISCOTTI PAPARAZZI

In realtà non fa nè ridere, nè altro. La Cbs si è fatta questa opinione dei paparazzi, versione matrimonio di Bracciano. Il tipo che compare lì con le macchine fotografiche al collo si chiama Biscotti, che è la versione di "cookies" in inglese. Che risate. Comunque.



postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 13:21 | link |
categorie: usa , stati uniti, network, bracciano, paparazzi, cbs

BLOGGER AI FERRI

Resta in una prigione di Dublin,  in California, Josh Wolf, il blogger americano accusato di avere girato un video e poi pubblicato sul suo blog di una manifestazione violenta nel luglio del 2005. Per Reporters Sans Frontières, come scritto in questa mail che mi hanno inviato, un'accusa ridicola. Il giovane Wolf rimarrà fino al 2007 in galera.

From Rsf

UNITED STATES



Federal appeal court refuses rehearing in Josh Wolf case

Blogger will probably stay in prison until July 2007

Reporters Without Borders condemned as "absurd inflexibility" the decision of a federal appeal court to refuse to rehear the case of Josh Wolf, in prison since 18 September for refusing to hand over his full video footage shot at a demonstration that turned violent, in July 2005.

The blogger is therefore likely to stay in custody until July 2007, when a grand jury could decide to release him on bail.

"This young blogger does not represent any threat to national security, so keeping him in custody is a completely disproportionate step," the worldwide press freedom organisation said after the 16 November ruling.
"The judges seem to want to teach a lesson to Wolf, a young man whose insolence exasperated them, when their role should have been simply to give the law," it added.
postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 11:25 | link |
categorie: usa , stati uniti, reporters sans frontières
novembre 18 2006

NBC VIDEOPODCAST

Davvero notevole il videopodcast appena inaugurato dalla Nbc. Lo trovate sul sito del network. Per scaricarlo  però è bene utilizzare iTunes, anche se la puntata di oggi è di ben 82 MB, un po' corposa ma tutto sommato veloce. L'abbonamento al Nightly News con Brian Williams è gratuito.
postato da: Sal alle ore novembre 18, 2006 11:34 | link |
categorie: usa , stati uniti, itunes, nbc , brian williams
novembre 17 2006

IL POST OPPOSTO

Il Washington Post riduce i giornalisti nella newsroom versione carta e aumenta il numero dei redattori online. Esattamente come fanno gli editori italiani. L'esatto opposto, intendo.
postato da: Sal alle ore novembre 17, 2006 23:01 | link |
categorie: usa , stati uniti, washington post
novembre 16 2006

QUEI FORMIDABILI CLIK

A settembre le pagine dei giornali Usa su internet sono state sfogliate da oltre 2 miliardi di persone. Ogni persona e rimasta lì a leggere per quasi 45 minuti. Ed è tornata mediamente sul quel sito di giornale quasi nove volte al giorno, dall'ufficio e ovviamente da casa.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:38 | link |
categorie: usa , internet, giornali

TOP TOP TOP

La classifica dei 100 quotidiani Usa più venduti. Pubblicata dalla NewsPaper Association America. Il New Haven Register è ultimo con più di 200 mila copie giornaliere, il New York Times terzo e UsaToday sempre primo.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:25 | link |
categorie: usa , stati uniti, new york times