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dicembre 19 2006

I 51 QUOTIDIANI DI NEW YORK

A New York ci sono 51 quotidiani. Dice Newspaper24. Comprese le free press, certo. Ma cinquantuno. Gli editori italiani vorrebbero avere la libertà di licenziare, come accade in America, i giornalisti che non garbano. Gli editori italiani non si sono mai posti il problema di dove andrebbero una volta cacciati dal loro giornale i giornalisti che non garbano. A Milano, città dell'editoria per eccellenza, ci sono undici quotidiani. Comprese le free press, certo. Ma anche un paio di quotidiani politici e almeno tre di esclusivo carattere economico e forse uno che non va nemmeno in edicola. Gli editori italiani sanno bene dove andrebbero i giornalisti disoccupati, a casa. La realtà è che il mercato non c'è, i lettori nemmeno. Gli editori hanno sperperato un patrimonio culturale immenso con politiche di diffusione sbagliate, lottizzazioni politiche, arroganza di potere, concentrazioni editoriali, feroci guerre pubblicitarie. Così è, nel solo quartiere di Brooklin ci sono due quotidiani, quattro nel Queens, due in ebraico e poi altri in arabo, spagnolo. Questo è mercato.
postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 17:21 | link |
categorie: new york
novembre 30 2006

GREENBERG RASTRELLA AZIONI DEL NEW YORK TIMES

Maurice R. Greenberg,  ex presidente del colosso assicurativo statunitense Aig, avrebbe cominciato a comprare azioni del New York Times, con l'obiettivo d'indebolire l'assetto di controllo del giornale da parte della famiglia Sulzberger. Lo dice il New York Post, aggiungendo che Greenberg avrebbe intenzione di rilevare ingenti quantitativi di titoli, nella considerazione fra l'altro che il New York Times, che ha una valutazione di mercato di circa 3,3 miliardi di dollari, agli attuali prezzi di Borsa è da ritenere sottovalutato. Alcuni azionisti del Nyt, come Morgan Stanley Investment Management, sono contrari all'attuale assetto del gruppo, che consente appunto il controllo da parte della famiglia Ochs-Sulzberger. Greenberg è stato per anni un personaggio di primo piano nella Corporate America, per rimanere travolto dallo scandalo relativo alla contabilità di American International Group, che lo costrinse alle dimissioni.
postato da: Sal alle ore novembre 30, 2006 19:03 | link |
categorie: new york, new york times, new york post
novembre 25 2006

IL VAGABONDO CRONISTA

A suo modo è stato un perfetto cronista. Ieri è morto a Napoleon, in Ohio, il re dei vagabondi Usa, Maurice W. Graham, 89 anni, meglio noto come Steam Train Maury oppure Gran Patriarca degli Hobos. Personaggio tanto singolare che anche il New York Times, nella pagina dei necrologi, gli ha dedicato un lungo articolo. Nominato alla convention annuale per cinque volte re degli Hobos, cioe' i vagabondi che in linea con l'immaginario collettivo viaggiano sui treni merci, era stato eletto Gran Patriarca nel 2004. Da cronista aveva scritto nel 1990 "Sulla strada ferrata", un libro reportage dove aveva raccontato le sue straordinarie e spesso drammatiche avventure.
postato da: Sal alle ore novembre 25, 2006 14:20 | link |
categorie: stati uniti, new york, new york times

GIAPPONE SUPER STAR

Il primo giornale americano nella classifica dei quotidiani più letti del mondo è soltanto undicesimo, ed è come sempre UsaToday. La hit parade delle cifre strabilianti è pubblicata da Newspaper24. Ai primi posti cinque giornali giapponesi. Con lo Yomuri Shimbun che incassa 14 milioni di copie al giorno. Il primo degli europei e del mercato occidentale è il tedesco Bild, il Corriere della Sera è 98° su cento, così in basso che non si nota.
postato da: Sal alle ore novembre 25, 2006 08:15 | link |
categorie: new york
novembre 16 2006

SECCHIONI DI CLEVELAND

A Cleveland leggono più che in qualsiasi altra città degli Usa. A Washington se ne infischiano dei giornali. A New York lo fanno per abitudine.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:33 | link |
categorie: stati uniti, new york, editori