Yahoo! risponde alla rivale Google annunciando un accordo strategico con sette gruppi statunitensi per raccogliere la pubblicità sui siti Internet di oltre 150 quotidiani, diffusi in 38 stati Usa. Il portale di Sunnyvale però si trova a dover fare i conti con un documento interno diffuso via email, nel quale il vicedirettore generale Brad Garlinghouse mette in dubbio le strategie seguite, che costano alla società la perdita di competitività rispetto ai concorrenti. Ai quotidiani potrebbero aggiungersi Belo Corp, Cox Newspapers, Hearst Newspapers, Journal Register, Lee Enterprises, Media News Group e Scripps. E altri Yahoo! li sta cercando. Interessati dall'iniziativa il San Francisco Chronicle, il Dallas Morning News e il New Haven Registrer, con una prima fase nella quale l'alleanza prevede il trasferimento degli annunci di lavoro presenti sulla carta stampata sul sito hotjobs.com, neoacquisito da Yahoo!
La compagnia californiana risponde così a Google, che proprio poche settimane fa si è proposto come intermediario della raccolta pubblicitaria online per 50 giornali, yta i quali spiccano il New York Times, il Washington Post, il Boston Globe, il Chicago Tribune e il Filadelfia Inquirer.
Sul fronte interno, invece, il documento di quattro pagine, ribattezzato "peanut butter manifesto" mette sotto accusa le linee strategiche del numero uno Terry Semel: "L'azienda spalma burro d'arachidi su numerose opportunità, ma il risultato finale è che non ci stiamo focalizzando su niente in particolare". Le critiche sono rivolte soprattutto a Semel, che malgrado le acquisizioni sostenute negli ultimi anni,non è riuscito a contenere la concorrenza.