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dicembre 4 2006

GLI STUDENTI DI GIORNALISMO DELLA COLUMBIA BARANO

Capita, anche agli altri. Una situazione davvero incresciosa. Alla scuola di giornalismo della Columbia University alcuni studenti avrebbero barato durante l'esame di Etica Professionale. La vicenda ha fatto scattare un acceso dibattito interno tra gli studenti della prestigiosa "Graduate School of Journalism" che temono adesso che l'episodio, dai contorni ancora imprecisati, possa macchiare il riconoscimento accademico che stanno faticosamente perseguendo.
  Ha detto Jack Ghillum, uno degli studenti: "E' una vicenda che potrebbe perseguitarci per anni. Sto pagando più di 40 mila dollari all'anno per frequentare questi corsi, non voglio uscire dalla Columbia University con un riconoscimento macchiato dal sospetto''.
I responsabili della Scuola di Giornalismo hanno convocato una riunione, con partecipazione obbligatoria, per tutti gli studenti iscritti, per discutere la vicenda.
L'episodio sarebbe accaduto durante l'esame finale del corso di Etica Professionale. Gli studenti avevano un arco di tempo di 48 ore per collegarsi col sito web della Columbia e dare il loro esame via computer. Poi entro 90 minuti dall'inizio del collegamento dovevano scrivere due saggi centrati su problemi etici del mondo del giornalismo.
Apparentemente almeno uno studente, ma potrebbero essere di piu', avrebbe barato ottenendo in anticipo il contenuto dei temi che l'esame di etica avrebbe presentato agli studenti. Ha ammesso Barbara Fasciani, responsabile delle relazioni esterne dell'università: "Vi è stato qualche problema nel modo in cui l'esame è stato effettuato e vi sono stati problemi di trasmissione di informazioni e di tempo usato per completare l'esame".

Questo però non è che l'ultimo di una serie di scandali che hanno costellato negli ultimi anni il mondo del giornalismo americano. Tra i più celebri c'e' quello di Jayson Blair, il giovane reporter del New York Times che prelevava dai resoconti dei giornali concorrenti i dettagli e gli aneddoti dei suoi articoli. La vicenda ha destato l'interesse dei media americani e gli
studenti di giornalismo si sono trovati improvvisamente dalla parte opposta della barricata, alle prese con i microfoni ed i taccuini dei reporter inviati al campus della Columbia University per fare dei servizi sulla clamorosa storia.

Qualcuno ha anche cercato di trovare un aspetto positivo nella vicenda. Ha dichiarato al Washington Post Kate Grace, studentessa di 26 anni: "Ho imparato piu' negli ultimi sette giorni, inmateria di etica, che nei sei mesi precedenti di corso. So tutto su come dare interviste, come reagire alle informazioni anonime, come evitare i giornalisti ansiosi di strapparti dichiarazioni". L'insolito rovesciamento delle parti, con gli studenti di giornalismo inseguiti dai colleghi più esperti, ha provocato comunque anche una vasta preoccupazione per gli iscritti al corso e sulla considerazione che il pubblico avrà di questi futuri giornalisti, in attesa che si riesca a smascherare i responsabili. Si chiede Caroline Preston: "Cosa accadrà quando andremo a chiedere posti di impiego? Saremo considerati tutti dei potenziali frodatori?". Forse questa scuola dovrebbero spostarla in Italia.    
postato da: Sal alle ore dicembre 04, 2006 23:57 | link |
categorie: stati uniti, new york times, columbia university