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dicembre 30 2006

EXTRA USA. IN FRANCIA LE BANCHE SOSTENGONO LIBERATION

Le banche creditrici di Liberation hanno deciso di dare una mano al quotidiano parigino in gravi difficoltà finanziarie abbuonando il 70% dei loro crediti, cioè 7 milioni di euro. Lo hanno detto Les Echos e Le Monde precisando che gli altri 3 milioni potranno essere rimborsati dal giornale nell'arco di 5 anni. Sul fronte dei detentori di obbligazioni, il fondo 3 ha accettato di abbandonare il suo credito di 2 milioni. Secondo Les Echos, l'obiettivo del quotidiano, che da ottobre è sotto procedura amministrativa di salvaguardia, è quello di arrivare a un abbandono di 12 milioni di crediti. Attualmente Liberation è in perdita secca di 27 milioni. I dipendenti di Liberation dovranno pronunciarsi nuovamente mercoledì prossimo sul cambiamento di statuto del giornale che implicherà la perdita di una parte dei loro diritti di voto. E’ questa la condizione posta dal principale azionista, Edouard de Rothschild per rifinanziare il quotidiano con 15 milioni di euro per non andare in fallimento. Sul cambiamento di statuto i dipendenti hanno già votato il 19 dicembre, senza che però emergesse una maggioranza sufficiente pro o contro il cambiamento.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:11 | link |
categorie: liberation

EXTRA USA. IN FRANCIA DEBUTTA UN MENSILE CULTURALE GRATUITO

La rete tv francese Mezzo lancerà a gennaio un mensile gratuito specializzato nella musica classica e nel jazz. Lo dice Le Monde.  Il magazine uscirà in francese e in inglese a conferma del buon andamento della stampa gratuita in Francia anche in nicchie come quelle culturali. Tirato in 100 mila copie, il nuovo giornale sarà distribuito nelle librerie, nei negozi di dischi, nelle università e negli spazi culturali. La stampa periodica dedicata ad avvenimenti culturali sta ottenendo in Francia, a Parigi come in provincia, un gran successo, come ha scritto Le Monde. Precursore delle pubblicazioni culturali gratuite  è La Terrasse che dal 1992 informa sulle ultime novità teatrali e musicali nella regione parigina. Il giornale, distribuito da studenti all'entrata dei teatri, ha una diffusione di circa 80 mila copie. La Terrasse, che è finanziata dalla pubblicità e da un migliaio di abbonamenti, prevede di chiudere il 2006 con un fatturato di 2 milioni di euro dopo averlo chiuso nel 2005 con uno di 1,4 milioni.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:07 | link |
categorie: francia, mezzo, tv

WALL STREET JOURNAL ON LINE GRATUITO IL 2 GENNAIO

Il Wall Street Journal verrà distribuito gratuitamente su tutto il territorio americano, almeno per un giorno. L'iniziativa, fissata per il 2 gennaio, servirà a festeggiare la nuova impostazione grafica del  giornale fondato nel 1889, e capire se il nuovo look incontrerà i favori del suo esigente pubblico. Per l'intero giorno, sarà a disposizione di tutti i navigatori anche l'edizione online del periodico, che di solito è a pagamento. Il Wall Street Journal col nuovo look sarà più piccolo dell'attuale. La rivoluzione grafica consentirà al giornale risparmi annuali pari a 18 milioni di dollari.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:05 | link |
categorie: wall street journal

SCOMPARSO IL PIONIERE DELLA TELEVISIONE

Frank Stanton, pioniere della televisione negli Stati Uniti ed ex presidente della Cbs, è morto nella sua casa di Boston, all'età di 98 anni. Lo ha annunciato la rete televisiva da lui guidata per decenni, nominato nel 1946 presidente della Cbs, che lo ha definito il suo ''capomastro'', Stanton era rimasto in carica per 25 anni, più a lungo di qualsiasi altro manager televisivo.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:03 | link |
categorie: usa , cbs , frank stanton
dicembre 20 2006

NBC, VIACOM E CBS ALL'ATTACCO DI GOOGLE YOUTUBE

YouTube, il sito di video online rilevato da Google a ottobre per la cifra di 1,65 miliardi di dollari, potrebbe presto fare i conti i con un blocco di stelle di prima grandezza del mondo dei media, come Nbc, News Corporation, Viacom e forse Cbs. E’ quanto scrive il New York Times nell'edizione online, aggiungendo che l'accordo potrebbe essere annunciato già in settimana. L'idea è quella di lanciare un nuovo servizio in grado di competere con YouTube, che in appena un anno ha rivoluzionato il modo di comuncare sul web, lanciando un indirizzo internet online nel quale fare confluire parte delle rispettive produzioni e i video amatoriali degli utenti iscritti. Insomma, una anti YouTube per recuperare il tempo perso e arginare o controllare un fenomeno che solo negli Usa registra milioni di visitatori e utenti quotidiani.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 21:05 | link |
categorie: youtube

EXTRA USA. LA POLIZIA INGLESE CHIEDE IL SILENZIO ALLA STAMPA

La polizia del Suffolk, in Inghilterra, ha lanciato un appello alla stampa britannica: "Per favore, non pubblicate più i nomi delle persone implicate nelle indagini che riguardano il killer delle prostitute". Nei giorni scorsi era stato ampiamente diffuso il nome di Tom Stephens, il primo uomo sospettato di essere l’omicida delle cinque prostitute assassinate nella zona di Ipswich. Un problema non da poco per la stampa inglese che non accetta volentieri alcuna interferenza esterna, anche in casi come questo.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 21:00 | link |
categorie: inghilterra

EXTRA USA. SPRINGER ACQUISTA LA SVIZZERA FREY

La casa editrice tedesca Axel Springer AG ha rilevato per 87,2 milioni di euro il 99,5 per cento della società svizzera Jean Frey. Alla casa editrice Jean Frey Ag, con sede a Zurigo, appartengono periodici specializzati nel settore economico, televisivo e di consulenza, inoltre una divisione di servizi per mass media. Il perfezionamento della transazione è condizionato allo smembramento del settimanale Weltwoche. Ha spiegato Springer, che in caso di realizzazione dell' operazione, ai restanti piccoli azionisti di Jean Frey verrà presentata un' offerta d'acquisto dei loro titoli.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 20:43 | link |
categorie:
dicembre 19 2006

I 51 QUOTIDIANI DI NEW YORK

A New York ci sono 51 quotidiani. Dice Newspaper24. Comprese le free press, certo. Ma cinquantuno. Gli editori italiani vorrebbero avere la libertà di licenziare, come accade in America, i giornalisti che non garbano. Gli editori italiani non si sono mai posti il problema di dove andrebbero una volta cacciati dal loro giornale i giornalisti che non garbano. A Milano, città dell'editoria per eccellenza, ci sono undici quotidiani. Comprese le free press, certo. Ma anche un paio di quotidiani politici e almeno tre di esclusivo carattere economico e forse uno che non va nemmeno in edicola. Gli editori italiani sanno bene dove andrebbero i giornalisti disoccupati, a casa. La realtà è che il mercato non c'è, i lettori nemmeno. Gli editori hanno sperperato un patrimonio culturale immenso con politiche di diffusione sbagliate, lottizzazioni politiche, arroganza di potere, concentrazioni editoriali, feroci guerre pubblicitarie. Così è, nel solo quartiere di Brooklin ci sono due quotidiani, quattro nel Queens, due in ebraico e poi altri in arabo, spagnolo. Questo è mercato.
postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 17:21 | link |
categorie: new york

LA PRINCIPESSA CRONISTA INDISPETTISCE IL PALAZZO

La principessa Letizia delle Asturie, consorte del principe ereditario Felipe di Borbone, è tornata alla sua vecchia professione giornalistica in un comic della Marvel uscito in questi giorni negli Stati Uniti. Letizia Ortiz, prima di sposarsi era una giornalista televisiva, e nel comic intitolato Newuniversal, che racconta la storia di una cataclisma in seguito al quale alcune persone acquistano superpoteri, la sua immagine viene usata per il personaggio di una reporter. E i disegni pubblicati dal quotidiano El Periodico di Barcellona, opera del disegnatore spagnolo Salvador Larroca, sono in effetti quasi un ritratto della principessa. Larroca ha lavorato per la famosa editrice di comic anche nelle serie I Fantastici 4 e X-Men. Un portavoce della casa reale ha detto di "deplorare molto l’utilizzo di immagini della famiglia reale''. Già in passato Marvel, che ha l'abitudine di utilizzare persone reali per creare i suoi personaggi, aveva vestito il malvagio Magneto con l'uniforme di gala di re Juan Carlos, ma la casa reale si era messa in contatto con l'editrice che aveva poi chiesto scusa.
postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 16:52 | link |
categorie: el periodico

EXTRA USA. IN GB IL DAILY MIRROR E' IL QUOTIDIANO DELL'ANNO

E' andato al Daily Mirror il premio di quotidiano inglese dell’anno. Il riconoscimento What the Papers Say, Quello che dicono i giornali, è stato consegnato al Mirror per i suoi numerosi scoop del 2006, non ultimo quello che ha riguardato l’affaire tra il vicepremier John Prescott e la sua segretaria Tracey Temple, che è valso al suo autore Stephen Moyes anche il premio come reporter dell’anno. Il direttore del Mirror Richard Wallace nel corso della cerimonia di consegna tenutasi al Cafe Royal di Londra ha detto: "Questi riconoscimenti per noi sono la ciliegina sulla torta. Vorrei solo ringraziare lo redazione. E ricordare che nonostante si continui a parlare del futuro (la testata potrebbe infatti risentire della ristrutturazione in atto da parte della proprietà, ndr) qui ognuno ama il proprio lavoro, e questi premi ne sono la dimostrazione". Il maggior numero di premi sono andati comunque al Sunday Times (il domenicale ha vinto il premio "scoop dell’anno" per l’articolo sullo scandalo delle nomine in cambio di soldi che ha riguardato anche il primo ministro Tony Blair, oltre al premio per il migliore corrispondente estero, vinto da Christina Lamb, e al miglior vignettista, Gerald Scarfe). Al Sun sono andati due premi, a Richard Pelham che è stato riconosciuto fotografo dell’anno, mentre al reporter veterano Arthur Edwards a cui è stato consegnato un premio alla carriera.

postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 09:42 | link |
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dicembre 17 2006

NEL 2007 GLI AMERICANI PER 10 ORE AL GIORNO DAVANTI ALLA TV

Nel 2007, l'americano medio trascorrerà circa dieci ore al giorno davanti alla televisione, navigando su internet o leggendo libri, quotidiani o riviste. Lo rivela l'ufficio del censimento Usa, nel suo annuario statistico 2007. Tra le altre conferme dello studio c'è quella che gli americani continuano ad amare le bevande gassate. L'anno prossimo ne consumeranno quasi 4 litri a settimana, contro meno di due litri di latte, acqua minerale e caffè. Da qui una conferma i due terzi degli americani sono sovrappeso, un terzo di loro sono obesi.
postato da: Sal alle ore dicembre 17, 2006 10:15 | link |
categorie: usa
dicembre 16 2006

LA DREAM WORKS OFFRE 2 MILIARDI PER IL LOS ANGELES TIMES

Il produttore cinematografico e discografico americano David Geffen, uno dei creatori della DreamWorks, ha offerto due miliardi di dollari in contanti per l'acquisto del Los Angeles Times, il più diffuso quotidiano californiano. Il gruppo editoriale Tribune però, che oltre al L.A. Times controlla il Chicago Tribune ed una serie di televisioni locali, non ha indicato se sia sua intenzione accettare oppure respingere l'offerta, essendo tutto il gruppo in vendita. Come dice lo stesso quotidiano californiano, ci sarebbero altre offerte in arrivo come quella, per tutto il gruppo Tribune, del colosso Gannett di Usa Today, il più diffuso quotidiano Usa, insieme con due miliardari di Los Angeles, Eli Broad e Ron Burkle. Geffen, che possiede una delle più ricche collezioni di arte contemporanea degli Stati Uniti, ha recentemente venduto, a prezzi decisamente elevati, una serie di capolavori in suo possesso, forse per finanziare l'acquisto del quotidiano californiano. Il produttore, 63 anni, dichiaratamente gay, ha una fortuna stimata in 4,6 miliardi di dollari.
postato da: Sal alle ore dicembre 16, 2006 11:20 | link |
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dicembre 15 2006

EXTRA USA. SI RIORGANIZZA IL GRUPPO LAGARDERE

Il gruppo Lagardere ha riorganizzato il suo polo media e comunicazione per farne uno dei leader mondiali dell'edizione di contenuti di tutti i mezzi dicomunicazione. Il nuovo gruppo multimediale, battezzato Lagardere Active Media, nasce dal ravvicinamento del polo stampa periodica Hachette Filippacchi Medias e di quello audiovisivo Lagardere Active. La società sarà guidata da un consiglio, presieduto da Arnaud Lagardere, e da un direttorio guidato da Didier Quillot. L'obiettivo della riorganizzazione sarà quello di favorire "una strategia  di alleanze e acquisizioni nel digitale". Una nuova direzione sarà invece incaricata di "costruire il successo del polo digitale sul web e sui nuovi mezzi di comunicazione". Il polo stampa periodica, che pubblica 260 testate, tra cui i settimanali di grande successo come Paris Match e Elle, sarà guidato da Olivier Chapuis.

postato da: Sal alle ore dicembre 15, 2006 16:09 | link |
categorie: lagardere
dicembre 14 2006

PREMI REPORTERS SANS FRONTIERES AL GIORNALISMO INDIPENDENTE

Assegnati i premi annuali di Reporters sans Frontières  per il giornalismo indipendente. L’organizzazione parigina, in collaborazione con la fondazione privata Fondation de France, ha premiato come ogni anno un giornalista, un servizio d’informazione, un difensore della libertà di stampa e un cyber-dissidente. Ogni premiato ha ricevuto 2.190 euro. Il vincitore nella categoria giornalisti è U Win Tin, 76 anni, del Myanmar (Birmania). In carcere dal 1989, U Win Tin è il più anziano prigioniero politico in Birmania. Per la categoria media, il premio è andato al giornale russo Novaya Gazeta, la cui redattrice Anna Politkovskaya è stata uccisa lo scorso 7 ottobre. Al bisettimanale è stato riconosciuto il "costante impegno nel giornalismo investigativo e la puntuale denuncia nei confronti della corruzione dell’amministrazione russa". Journalists in Danger (Giornalisti in pericolo), un’associazione di reporter del Congo, ha ricevuto il premio per la sua battaglia in nome della libertà di stampa in Africa. Il premio al cyber-dissidente è andato a Guillermo Farinas Hernandez, direttore dell’agenzia di stampa indipendente Cubanacan Press.

Qui di seguito il comunicato di Rsf con le motivazioni.

Guillermo Fariñas Hernández, Cuba

Il se bat pour que les Cubains accèdent à un "Internet libre".
Guillermo Fariñas, surnommé "El coco", directeur de l'agence de presse indépendante Cubanacán Press, a entamé, en février 2006, une grève de la faim pour demander que tous les Cubains aient accès à un "Internet libre". Les autorités ont dû l'hospitaliser de force et le mettre sous perfusion pour mettre un terme à son action, qui trouvait un écho dans les médias internationaux.

Après avoir été maintenu plusieurs mois dans un service de soins intensifs en raison de problèmes rénaux et de troubles cardiaques, les autorités ont proposé à Guillermo Fariñas de lui accorder un accès "restreint" à Internet. Mais il a refusé, expliquant qu'il ne pouvait exercer dignement son métier de journaliste en ne consultant que des informations filtrées par le gouvernement.

« El coco » n'a mis un terme à sa grève de la faim que le 31 août, après avoir frôlé la mort et perdu 15 kilos. Il continue aujourd'hui son travail au sein de Cubanacán et est devenu l'une voix les plus entendues parmi les journalistes de l'opposition cubaine. Il continue par ailleurs à informer les médias étrangers des atteintes aux droits de l'homme dans son pays et se fait en particulier l'écho des mesures d'intimidation et du harcèlement dont sont victimes les reporters indépendants.

Cubanacán, fondée en 2003, est l'agence de presse la plus importante de la nouvelle génération de journalistes cubains. Aucun des 17 reporters qui y collaborent n'a pourtant le droit d'utiliser Internet ou un fax pour envoyer leurs articles à l'étranger. Les article sont le plus souvent dictés à partir d'un téléphone public. Les tarifs de communication étant très élevés, ces appels sont habituellement passés en PCV.


L'Internet à Cuba, un réseau sous étroite surveillance.
Le gouvernement cubain utilise plusieurs leviers pour s'assurer qu'Internet n'est pas utilisé de manière "contre-révolutionnaire". Tout d'abord, il a peu ou prou interdit les connexions privées au Réseau. Pour surfer ou consulter leurs e-mails, les Cubains doivent donc obligatoirement passer par des points d'accès publics (cybercafés, universités, "clubs informatiques pour la jeunesse", etc), où il est plus facile de surveiller leur activité. Ensuite, la police cubaine a installé, sur tous les ordinateurs des cybercafés et des grands hôtels, des logiciels qui déclenchent un message d'alerte lorsque des mots clés "subversifs" sont repérés. Le gouvernement mise par ailleurs sur l'autocensure. A Cuba, on peut être condamné à vingt ans de prison pour quelques articles "contre-révolutionnaires" publiés sur des sites étrangers et à cinq ans simplement pour s'être connecté au Net de manière illégale. Peu d'internautes osent défier la censure de l'Etat et prendre un tel risque.


Les autres nominés 2006 dans la catégorie « Cyberdissident » étaient :

Habib Saleh, Syrie

Le président Bachar el-Assad a fait de la Syrie l'un des pires trous noirs d'Internet. Il a organisé le filtrage systématique des publications en ligne d'opposition et lancé sa police politique dans une traque sans pitié des dissidents et des journalistes indépendants s'exprimant sur la Toile.
L'écrivain et homme d'affaires Habib Saleh, 59 ans, a fait les frais de cette répression systématique. Le 29 mai 2005, il est interpellé dans son bureau de Tartous, à 130 km au nord de Damas. Accusé d'avoir "propagé des informations mensongères" sur Internet, il est jugé, le 16 août 2006, devant une cour martiale. A l'issue d'un procès arbitraire, il est condamné à trois ans de prison.

 
Yang Zili, Chine

Yang Zili, informaticien, a été condamné le 28 mai 2003 à huit ans de prison pour "subversion du pouvoir de l'Etat". Son crime ? Avoir publié des articles sur son site lib.126.com, "Le jardin des idées de Yang Zili", dans lesquels il se prononçait en faveur du libéralisme politique, critiquait la répression contre le mouvement spirituel Falungong et dénonçait les difficultés économiques des paysans.

Il n'avait que 30 ans, le 13 mars 2001, lorsque lui et sa femme  ont été arrêtés. "C'était comme dans les films sur la révolution culturelle, déclarera plus tard son épouse, Lu Kun. Ils ont saccagé mon appartement et m'ont détenue et interrogée pendant trois jours dans les sous-sols d'un bâtiment de la police. Ce n'est qu'une fois rentrée chez moi, sans mon mari, que je me suis mise à pleurer."
postato da: Sal alle ore dicembre 14, 2006 11:20 | link |
categorie: reporters sans frontières
dicembre 13 2006

EXTRA USA. PER ORA NON PARTE LA FREEPRESS DI LE MONDE

Il quotidiano gratuito parigino con cui Le Monde e il gruppo Bollore vogliono fare concorrenza a Metro e 20 minutes uscirà all'inizio del 2007, dopo le feste. Un rinvio rispetto all'uscita prevista in questi giorni, dovuto ai dubbi dei giornalisti del quotidiano sulla professionalità della redazione del nuovo giornale. Un primo rinvio del lancio, inizialmente previsto a novembre, era stato provocato da una lotta di potere tra i due azionisti che si era risolto a favore di Vincent Bollorè , maggioritario nel capitale con una partecipazione del 70 per cento.

Il finanziere e industriale, che è anche azionista di Mediobanca, l'ha spuntata in quanto Le Monde, già in rosso l'anno scorso per 32 milioni di euro, non dispone di fondi da investire nel nuovo giornale, un progetto da tra i 15 e i 20 milioni di euro. A dirigere la nuova testata, che avrà una diffusione nella regione parigina di 250 mila copie, sono Pascal Galiner, capo del servizio media di Le Monde, e Christian Struder, redattore capo di Direct Soir il quotidiano gratuito della sera lanciato la scorsa estate da Bollorè.

Il futuro quotidiano, che deve ancora trovare il nome, è destinato anche a fare la testa di ponte parigina della rete Ville Plus che raggruppa cinque testate gratuite pubblicate dalla stampa regionale.
postato da: Sal alle ore dicembre 13, 2006 21:40 | link |
categorie: le monde
dicembre 12 2006

IL NEW YORK TIMES SVELA L'IDENTITA' DI UNA FONTE SUL VIETNAM

Più o meno ci sono voluti quasi quarant'anni. Ma alla fine il New York Times ha svelato l'identità di una gola profonda che resisteva da più tempo di quella dello scandalo Watergate. Un generale a tre stelle, oggi pensionato novantenne alle Hawaii, era la fonte di un articolo del 1967 che fece scalpore, perchè rivelava i dubbi all'interno dell'Esercito Usa sulla possibilità di vincere la guerra in Vietnam.

Il generale, Frederick Weyand, era l'alto ufficiale anonimo che permise al celebre giornalista del New York Times R.W.Apple Jr, morto nelle scorse settimane, di scrivere un pezzo in prima pagina che generò scalpore a Washington e Saigon e aprì la strada al cambio di umore dell'opinione pubblica americana sul Vietnam. Nell'articolo, l'ufficiale affermava che il generale William Westmoreland, il comandante delle forze americane in Vietnam, non comprendeva che la guerra era "impossibile da vincere"'. La fonte anonima spiegava nei dettagli cosa non funzionava nell'approccio  mericano alla guerra e perchè sarebbe finita come effettivamente andò.

In un'epoca in cui gli Usa temono di trovarsi in una situazione simile in Iraq, Weyand ha autorizzato la pubblicazione del suo nome e la vicenda è stata ricostruita sul quotidiano di New York da Murray Fromson, all'epoca corrispondente della televisione Cbs, l'unico altro giornalista insieme ad Apple ad aver raccolto le confidenze dell'ufficiale.

Weyand divenne in seguito il generale incaricato di gestire la ritirata dal Vietnam e fu poi nominato capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Adesso che Apple e Westmoreland non ci sono più, l'anziano ufficiale in pensione ha voluto affidare la vicenda e la sua soffiata al giudizio degli storici.
postato da: Sal alle ore dicembre 12, 2006 21:51 | link |
categorie: vietnam, watergate, new york times
dicembre 11 2006

EXTRA USA. MOURINHIO BASTA

Il Daily Mirror volta le spalle al Chelsea e al tecnico Jose Mourinho. Stufo delle continue richieste avanzate dall’ufficio stampa del club inglese, il cui proprietario è il magnate russo Roman Abramovic, il quotidiano ha rifiutato di pubblicare un’intervista al vulcanico allenatore. La scorsa settimana infatti numerose testate inglesi erano state invitate nella sede del club per realizzare l’intervista a Mourinho, anche se nell’invito era stato specificato che il pezzo sarebbe dovuto apparire sotto forma di domande e risposte, che avrebbe dovuto avere l’ok dall’ufficio stampa prima della pubblicazione, e che nella stessa pagina sarebbe dovuto apparire un box sulla beneficenza fatta dal Chelsea, il cui testo, non modificabile, sarebbe stato inviato dalla società. Venerdì mattina l’intervista al tecnico portoghese è apparsa dunque sul Times, sul Daily Telegraph, sul Daily Mail e sul Sun, che l’ha proposta come esclusiva, ma non sul Mirror. Ha spiegato Dean Morse, caporedattore dello sport al Mirror: "Apprezziamo molto tutto ciò che il Chelsea fa per beneficenza, ma le loro richieste si sono spinte troppo in là. Capisco che i padroni sono russi, ma noi non siamo ancora la Pravda". E ha aggiunto: “Credo che stavolta si sia passato il segno. Una volta che abbiamo venduto l’anima non si può tornare indietro. Gli uffici stampa capirebbero l’aria che tira e ne approfitterebbero per renderci il lavoro impossibile. Per quanto possibile cerchiamo sempre di collaborare con gli addetti stampa, ma non devono essere loro a dirigere il quotidiano".
postato da: Sal alle ore dicembre 11, 2006 17:54 | link |
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dicembre 10 2006

EXTRA USA. MONDADORI FRANCE CHIUDE MAX

Mondadori France ha annunciato ai sindacati la sospensione immediata della pubblicazione di Max e di 20 ans, due riviste per le quali non avrebbe trovato acquirenti. I sindacati sostengono che la direzione della filiale francese del gruppo editoriale italiano non avrebbe fornito altra precisazione. I due giornali sarebbero stati messi in vendita già in autunno. La diffusione di 20ans sarebbe diminuita del 32 per cento tra il 2002 e il 2005 a 103.000 copie e quella di Max del 21 per cento a 92 mila copie. All'inizio di ottobre Arnaud de Puyfontaine, ceo di Mondadori France aveva detto che nessuna testata sarebbe stata ceduta e alcun dipendente sarebbe stato costretto a lasciare il gruppo. Mondadori France, ex Emap France, impega 1.350 persone.
postato da: Sal alle ore dicembre 10, 2006 21:17 | link |
categorie: mondadori
dicembre 9 2006

GIORNALISTI CON BLOG PIU' AI FERRI DEGLI ALTRI

Il numero di giornalisti arrestati per via del loro lavoro è aumentato in tutto il mondo per il secondo anno consecutivo e, di loro, uno su tre è titolare di un blog sulla rete, è un editor online o un reporter che lavora esclusivamente sulla rete. Lo dice una nuova analisi condotta dal Comitato per la protezione dei giornalisti di New York. L'annuale rapporto del Comitato rivela che al primo dicembre del 2006 erano 134 i giornalisti in prigione, con la Cina, Cuba, l'Eritrea e l'Etiopia ai primi posti dell'elenco dei paesi nemici della stampa. I giornalisti dellacarta stampata costituiscono tuttora il più numeroso gruppo con 67 arresti nel 2006, ma i giornalisti che lavorano esclusivamente su internet costituiscono una sottocategoria in crescita con 49 arresti nel corso di quest'anno. Ha detto Joel Simon, direttore esecutivo del Comitato per la protezione dei giornalisti: "Siamo ad uno snodo cruciale nella lotta per la libertà distampa perchè gli stati autoritari hanno fatto di internet ilprincipale fronte nel loro sforzo di controllare tutta l'informazione".
postato da: Sal alle ore dicembre 09, 2006 22:31 | link |
categorie: blog, giornalisti, cpj
dicembre 7 2006

AL NEW YORK TIMES UN TETTO AI REGALI DI NATALE


I giornalisti del New York Times non potranno ricevere regali di Natale di un valore che superi i 25 dollari.  Lo ha detto con una mail inviata al personale Arthur Sulzberger l'editore del prestigioso quotidiano. Chiedendo anche di restituire qualsiasi regalo di un valore superiore  "Per evitare che un regalo offerto, e ricevuto, in tutta innocenza crei un malinteso lasciando supporre la possibilità di benefici per la persona che lo ha offerto".


postato da: Sal alle ore dicembre 07, 2006 22:30 | link |
categorie:
dicembre 6 2006

GLI ALTRI GIGANTI

E' sempre più agguerrito il panorama dei network televisivi internazionali. La nuova France24 entra però nel lotto dei grandi. Ecco chi sono.

* Cnn. E' il primo network internazionale, pioniere delle all news 24 ore su 24. E' stato creato nel 1980 ad Atlanta, in Georgia, ed è oggi controllato dal gruppo Time Warner. Ha 4.000 addetti, oltre 50 uffici, 20 dei quali fuori dagli Usa. Da Cnn Usa, è nata Cnn International, diffusa in 200 Paesi in lingue inglese, spagnolo, turco e tedesco.

* Bbc World. Creato nel 1991 è controllato dalla Bbc nazionale. Ha 250 corrispondenti e 58 uffici nel mondo, è seguita da 270 milioni di famiglie. Nel 2007 il via ad un canale Bbc in arabo.

* Al Jazeera. Nata nel 1996, primo canale all news in arabo, è controllata dal governo del Qatar. Ha sedi a Doha, Kuala Lumpur, Londra e Washington e uffici in 60 Paesi del mondo.

* Al Arabiya. In arabo, concorrente diretta di al Jazira, è privata e controllata da capitali sauditi e libanesi. Ha 400 addetti di cui 120 giornalisti.

* Msnbc. Catena Usa in inglese creata nel 1996 e controllata da Microsoft e da Nbc Universal News. Finanziata da abbonamenti e pubblicità.

* Fox. Creata negli Usa nel 1996, in inglese, è controllata dalla News Corp dell'australiano Rupert Murdoch. Ha 1.250 dipendenti, undici uffici negli Usa e 6 nel resto del mondo.

* Euronews. Creata nel 1993 da 19 emittenti pubbliche europee, fra cui la Rai. Ha 250 dipendenti di cui 160 giornalisti, ha sede a Lione, in Francia, e un ufficio a Bruxelles. Trasmette in sette lingue, inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese e russo ed è ricevuta da 185 milioni di famiglie.

* Tv 5 Monde. Canale in lingua francese creato nel 1984, controllato da reti pubbliche di Francia, Canada, Belgio e Svizzera, con principale azionista France Television (47,38 per cento). I programmi sono sottotitolati in 10 lingue e visti da 160 milioni di famiglie.

postato da: Sal alle ore dicembre 06, 2006 22:00 | link |
categorie: al jazeera, bbc , fox

EXTRA USA. IL COLOSSO DI FRANCIA AL VIA

Sono cominciate oggi le trasmissioni di France24, la nuova emittente all news francese. Un vero colosso che porta la Francia ad affiancarsi ai grandi network del mondo. Ecco i numeri di France24.

* Il presidente è Alain de Pouzilhac, il direttore della tecnologia e della distribuzione è Jean-Yves Bonsergent, il direttore dell'informazione e della programmazione è Gerard
Saint-Paul.

* La redazione di France24 è situata in una grande sala in comune, una piattaforma multimediale integrata di 1.000 metri quadrati, che si trova a Issy-le-Moulineaux, nella banlieue sud di Parigi, al numero 5 di rue des Nations Unies.

* I collaboratori sono 380 e provengono dai più grandi canali di informazione internazionale (Cnn, Bbc World, Abc, Cbs, Al Jazeera e altri) e da istituzioni (Cfj, Science Po, Columbia, London University, Harvard).

* I giornalisti sono 170 di 28 nazionalità , bilingue francese-inglese o francese-arabo.

* I tecnici informatici sono 160.

* Le persone che si occupano della distribuzione sono 40.

* Tutti i collaboratori hanno firmato la " Carta di France24 " che riporta i valori e i principi della rete.

* Il sito internet è www.france24.com in streaming.

* Il network è presente sul satellite in chiaro e via cavo in Europa, Vicino e Medio Oriente, Africa, New York e Washington. Entro i prossimi tre anni sarà presente anche in Asia, nell'America del nord e del sud. In Italia ed Inghilterra sarà  disponibile su Sky.

* Il network è trasmesso in inglese, francese, arabo dal 2007 e spagnolo nei prossimi tre anni. Tre lingue, francese, inglese ed arabo, di diffusione e lavoro ma il contenuto del giornale resta lo stesso, le immagini sono identiche e i reportage possono essere realizzati indifferentemente in francese ed inglese.

* Le trasmissioni sono 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno.


* Il palinsesto è articolato su cinque sezioni principali, che sono attualità, economia, cultura, sport, meteo.

* E' previsto un notiziario di dieci minuti a tutte le ore, informazioni meteo ogni mezz'ora subito dopo il giornale, 5 nuovi reportage al giorno diffusi a partire dalle 06:15 dopo il meteo.

* La Borsa di Tokyo, Londra, Francoforte, Parigi, New York in 3 minuti a partire dalle 6,15 del mattino.
postato da: Sal alle ore dicembre 06, 2006 21:42 | link |
categorie: francia, network, france24

MOGLIE CINESE AFFARE CORTESE

La News Corp di Rupert Murdoch sta cercando di portare in Cina la controllata MySpace, il più grande sito di social network degli Usa con oltre 100 milioni di utenti, con la joint venture cinese di International Data, editore tecnologico di Boston, e con l'ex amministratore delegato di China Netcom Group, Edward Tian. Wendi Deng, moglie di Murdoch, farà parte del cda di MySpace China assumendo così, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, il primo incarico nel gruppo dopo il matrimonio con il magnate australiano avvenuto nel 1999. Fino ad oggi nessun accordo è stato raggiunto, aggiunge il quotidiano, ma l'obiettivo della News Corp è di sbarcare sul mercato cinese destinato a essere, nell'arco di pochi anni, il primo al mondo per utenti internet, pur sapendo che potrebbero sorgere problemi con le autorità con la censura del governo che ha sta facendo chiudere numerosi blog, considerati dissidenti politici e dunque nemici dello stesso popolo che si apre al mercato.
postato da: Sal alle ore dicembre 06, 2006 10:40 | link |
categorie: cina, rupert murdock, wall street journal
dicembre 5 2006

IL GELATO DI LOU GRANT NON C'E' PIU'

Chissà quanti si ricordano ancora di Lou Grant, il protagonista di una serie televisiva americana, poi importata anche in Italia, degli anni Settanta. Lou era il caporedattore di un quotidiano di San Francisco. Un caporedattore buono, dunque una stupida fantasia. Ebbene il vecchio Lou, nei non rari momenti di pausa, trascorreva il suo tempo libero in un pub vicino al giornale bevendo birra, o mangiando panini disgustosi in una di quelle bancarelle che si trovano agli angoli delle strade. Panini, ma d'estate anche gelati. E veniamo a noi. Il gelato di Lou era quasi sempre, con etichetta bene in vista, un Haagen-Dasz, marchio allora sconosciuto in Italia, dove sarebbe arrivato nel decennio successivo. Ebbene, due giorni fa è morta a New York Rose Mattus, 90 anni, fondatrice, insieme a suo marito, della celebre azienda. La regina del gelato all'americana, come l'hanno definita giornali e televisioni.

Dunque Rose Vesel con  Rueben Mattus, una coppia di ebrei provenienti dall'Europa Centrorientale, negli anni Venti inizia a produrre e a vendere gelati a New York, nel South Bronx o nei pressi della spiaggia di Coney Island. Gelati divenuti ben presto popolari per la qualità dei prodotti che usava Rose. Soprattutto uova e latte fresco, ma anche cioccolata belga, vaniglia del Madagascar o caffe' della Colombia.

L'azienda va bene, ma la svolta avviene diversi anni dopo, alla fine degli anni Cinquanta, quando il gelato viene battezzato Haagen-Dasz, un falso nome danese inventato in onore
della Danimarca, nazione di grande rigore morale durante la seconda guerra mondiale, ma soprattutto per dare l''impressione si trattasse di un gelato importato dall'Europa, e venduto a caro prezzo, come se si trattasse di una leccornia proveniente dall'altra sponda dell'Atlantico.

All'inizio degli anni Settanta, il marchio diventa molto famoso in tutti gli Stati Uniti, e la società viene ceduta alla Pillsbury nel 1983, che a sua volta la venderà alcuni anni dopo
alla Nestlè, del cui gruppo fa parte ancora oggi.
postato da: Sal alle ore dicembre 05, 2006 18:02 | link |
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dicembre 4 2006

GLI STUDENTI DI GIORNALISMO DELLA COLUMBIA BARANO

Capita, anche agli altri. Una situazione davvero incresciosa. Alla scuola di giornalismo della Columbia University alcuni studenti avrebbero barato durante l'esame di Etica Professionale. La vicenda ha fatto scattare un acceso dibattito interno tra gli studenti della prestigiosa "Graduate School of Journalism" che temono adesso che l'episodio, dai contorni ancora imprecisati, possa macchiare il riconoscimento accademico che stanno faticosamente perseguendo.
  Ha detto Jack Ghillum, uno degli studenti: "E' una vicenda che potrebbe perseguitarci per anni. Sto pagando più di 40 mila dollari all'anno per frequentare questi corsi, non voglio uscire dalla Columbia University con un riconoscimento macchiato dal sospetto''.
I responsabili della Scuola di Giornalismo hanno convocato una riunione, con partecipazione obbligatoria, per tutti gli studenti iscritti, per discutere la vicenda.
L'episodio sarebbe accaduto durante l'esame finale del corso di Etica Professionale. Gli studenti avevano un arco di tempo di 48 ore per collegarsi col sito web della Columbia e dare il loro esame via computer. Poi entro 90 minuti dall'inizio del collegamento dovevano scrivere due saggi centrati su problemi etici del mondo del giornalismo.
Apparentemente almeno uno studente, ma potrebbero essere di piu', avrebbe barato ottenendo in anticipo il contenuto dei temi che l'esame di etica avrebbe presentato agli studenti. Ha ammesso Barbara Fasciani, responsabile delle relazioni esterne dell'università: "Vi è stato qualche problema nel modo in cui l'esame è stato effettuato e vi sono stati problemi di trasmissione di informazioni e di tempo usato per completare l'esame".

Questo però non è che l'ultimo di una serie di scandali che hanno costellato negli ultimi anni il mondo del giornalismo americano. Tra i più celebri c'e' quello di Jayson Blair, il giovane reporter del New York Times che prelevava dai resoconti dei giornali concorrenti i dettagli e gli aneddoti dei suoi articoli. La vicenda ha destato l'interesse dei media americani e gli
studenti di giornalismo si sono trovati improvvisamente dalla parte opposta della barricata, alle prese con i microfoni ed i taccuini dei reporter inviati al campus della Columbia University per fare dei servizi sulla clamorosa storia.

Qualcuno ha anche cercato di trovare un aspetto positivo nella vicenda. Ha dichiarato al Washington Post Kate Grace, studentessa di 26 anni: "Ho imparato piu' negli ultimi sette giorni, inmateria di etica, che nei sei mesi precedenti di corso. So tutto su come dare interviste, come reagire alle informazioni anonime, come evitare i giornalisti ansiosi di strapparti dichiarazioni". L'insolito rovesciamento delle parti, con gli studenti di giornalismo inseguiti dai colleghi più esperti, ha provocato comunque anche una vasta preoccupazione per gli iscritti al corso e sulla considerazione che il pubblico avrà di questi futuri giornalisti, in attesa che si riesca a smascherare i responsabili. Si chiede Caroline Preston: "Cosa accadrà quando andremo a chiedere posti di impiego? Saremo considerati tutti dei potenziali frodatori?". Forse questa scuola dovrebbero spostarla in Italia.    
postato da: Sal alle ore dicembre 04, 2006 23:57 | link |
categorie: stati uniti, new york times, columbia university
dicembre 1 2006

EXTRA USA. ESCONO DA MONDADORI FRANCE 150 GIORNALISTI

Mondadori France, filiale creata nell'estate dopo l'acquisto del polo editoriale francese di Emap, sarebbe interessata ad acquistare il 34 per cento del gruppo editoriale francese Michel Hommell (nell fotografia a destra in gara a Le Mans), società specializzata in magazine per il tempo libero. A sostenerlo è il settimanale Challenges. In lizza per l'editore di 25 testate dovrebbe esserci anche Prisma Press. Interessanti i numeri del gruppo così ambito e soprattutto la storia del suo proprietario.

La società nel 2005 ha realizzato più di 3 milioni di utile per un fatturato di 80 milioni di euro. Il titolare della casa editrice è invece Michel Hommel, ex corridore automobilistico.

Secondo i sindacati Mondadori France avrebbe anche deciso di prolungare fino al 10 dicembre la clausola che consente ai giornalisti di lasciare la loro testata in caso di cambiamento di proprietà con i vantaggi previsti da un licenziamento per motivi economici. La clausola era prevista fino ad oggi, e interessa 150 su 1.300 giornalisti di Emap France, i quali hanno già dichiarato all’azienda di voler uscire dal gruppo.
postato da: Sal alle ore dicembre 01, 2006 13:22 | link |
categorie: mondadori