Le banche creditrici di Liberation hanno deciso di dare una mano al quotidiano parigino in gravi difficoltà finanziarie abbuonando il 70% dei loro crediti, cioè 7 milioni di euro. Lo hanno detto Les Echos e Le Monde precisando che gli altri 3 milioni potranno essere rimborsati dal giornale nell'arco di 5 anni. Sul fronte dei detentori di obbligazioni, il fondo 3 ha accettato di abbandonare il suo credito di 2 milioni. Secondo Les Echos, l'obiettivo del quotidiano, che da ottobre è sotto procedura amministrativa di salvaguardia, è quello di arrivare a un abbandono di 12 milioni di crediti. Attualmente Liberation è in perdita secca di 27 milioni. I dipendenti di Liberation dovranno pronunciarsi nuovamente mercoledì prossimo sul cambiamento di statuto del giornale che implicherà la perdita di una parte dei loro diritti di voto. E’ questa la condizione posta dal principale azionista, Edouard de Rothschild per rifinanziare il quotidiano con 15 milioni di euro per non andare in fallimento. Sul cambiamento di statuto i dipendenti hanno già votato il 19 dicembre, senza che però emergesse una maggioranza sufficiente pro o contro il cambiamento.
Il Wall Street Journal verrà distribuito gratuitamente su tutto il territorio americano, almeno per un giorno. L'iniziativa, fissata per il 2 gennaio, servirà a festeggiare la nuova impostazione grafica del giornale fondato nel 1889, e capire se il nuovo look incontrerà i favori del suo esigente pubblico. Per l'intero giorno, sarà a disposizione di tutti i navigatori anche l'edizione online del periodico, che di solito è a pagamento. Il Wall Street Journal col nuovo look sarà più piccolo dell'attuale. La rivoluzione grafica consentirà al giornale risparmi annuali pari a 18 milioni di dollari.
Frank Stanton, pioniere della televisione negli Stati Uniti ed ex presidente della Cbs, è morto nella sua casa di Boston, all'età di 98 anni. Lo ha annunciato la rete televisiva da lui guidata per decenni, nominato nel 1946 presidente della Cbs, che lo ha definito il suo ''capomastro'', Stanton era rimasto in carica per 25 anni, più a lungo di qualsiasi altro manager televisivo.
YouTube, il sito di video online rilevato da Google a ottobre per la cifra di 1,65 miliardi di dollari, potrebbe presto fare i conti i con un blocco di stelle di prima grandezza del mondo dei media, come Nbc, News Corporation, Viacom e forse Cbs. E’ quanto scrive il New York Times nell'edizione online, aggiungendo che l'accordo potrebbe essere annunciato già in settimana. L'idea è quella di lanciare un nuovo servizio in grado di competere con YouTube, che in appena un anno ha rivoluzionato il modo di comuncare sul web, lanciando un indirizzo internet online nel quale fare confluire parte delle rispettive produzioni e i video amatoriali degli utenti iscritti. Insomma, una anti YouTube per recuperare il tempo perso e arginare o controllare un fenomeno che solo negli Usa registra milioni di visitatori e utenti quotidiani.
La casa editrice tedesca Axel Springer AG ha rilevato per 87,2 milioni di euro il 99,5 per cento della società svizzera Jean Frey. Alla casa editrice Jean Frey Ag, con sede a Zurigo, appartengono periodici specializzati nel settore economico, televisivo e di consulenza, inoltre una divisione di servizi per mass media. Il perfezionamento della transazione è condizionato allo smembramento del settimanale Weltwoche. Ha spiegato Springer, che in caso di realizzazione dell' operazione, ai restanti piccoli azionisti di Jean Frey verrà presentata un' offerta d'acquisto dei loro titoli.
A New York ci sono 51 quotidiani. Dice Newspaper24. Comprese le free press, certo. Ma cinquantuno. Gli editori italiani vorrebbero avere la libertà di licenziare, come accade in America, i giornalisti che non garbano. Gli editori italiani non si sono mai posti il problema di dove andrebbero una volta cacciati dal loro giornale i giornalisti che non garbano. A Milano, città dell'editoria per eccellenza, ci sono undici quotidiani. Comprese le free press, certo. Ma anche un paio di quotidiani politici e almeno tre di esclusivo carattere economico e forse uno che non va nemmeno in edicola. Gli editori italiani sanno bene dove andrebbero i giornalisti disoccupati, a casa. La realtà è che il mercato non c'è, i lettori nemmeno. Gli editori hanno sperperato un patrimonio culturale immenso con politiche di diffusione sbagliate, lottizzazioni politiche, arroganza di potere, concentrazioni editoriali, feroci guerre pubblicitarie. Così è, nel solo quartiere di Brooklin ci sono due quotidiani, quattro nel Queens, due in ebraico e poi altri in arabo, spagnolo. Questo è mercato.
La principessa Letizia delle Asturie, consorte del principe ereditario Felipe di Borbone, è tornata alla sua vecchia professione giornalistica in un comic della Marvel uscito in questi giorni negli Stati Uniti. Letizia Ortiz, prima di sposarsi era una giornalista televisiva, e nel comic intitolato Newuniversal, che racconta la storia di una cataclisma in seguito al quale alcune persone acquistano superpoteri, la sua immagine viene usata per il personaggio di una reporter. E i disegni pubblicati dal quotidiano El Periodico di Barcellona, opera del disegnatore spagnolo Salvador Larroca, sono in effetti quasi un ritratto della principessa. Larroca ha lavorato per la famosa editrice di comic anche nelle serie I Fantastici 4 e X-Men. Un portavoce della casa reale ha detto di "deplorare molto l’utilizzo di immagini della famiglia reale''. Già in passato Marvel, che ha l'abitudine di utilizzare persone reali per creare i suoi personaggi, aveva vestito il malvagio Magneto con l'uniforme di gala di re Juan Carlos, ma la casa reale si era messa in contatto con l'editrice che aveva poi chiesto scusa.
E' andato al Daily Mirror il premio di quotidiano inglese dell’anno. Il riconoscimento What the Papers Say, Quello che dicono i giornali, è stato consegnato al Mirror per i suoi numerosi scoop del 2006, non ultimo quello che ha riguardato l’affaire tra il vicepremier John Prescott e la sua segretaria Tracey Temple, che è valso al suo autore Stephen Moyes anche il premio come reporter dell’anno. Il direttore del Mirror Richard Wallace nel corso della cerimonia di consegna tenutasi al Cafe Royal di Londra ha detto: "Questi riconoscimenti per noi sono la ciliegina sulla torta. Vorrei solo ringraziare lo redazione. E ricordare che nonostante si continui a parlare del futuro (la testata potrebbe infatti risentire della ristrutturazione in atto da parte della proprietà, ndr) qui ognuno ama il proprio lavoro, e questi premi ne sono la dimostrazione". Il maggior numero di premi sono andati comunque al Sunday Times (il domenicale ha vinto il premio "scoop dell’anno" per l’articolo sullo scandalo delle nomine in cambio di soldi che ha riguardato anche il primo ministro Tony Blair, oltre al premio per il migliore corrispondente estero, vinto da Christina Lamb, e al miglior vignettista, Gerald Scarfe). Al Sun sono andati due premi, a Richard Pelham che è stato riconosciuto fotografo dell’anno, mentre al reporter veterano Arthur Edwards a cui è stato consegnato un premio alla carriera.
Nel 2007, l'americano medio trascorrerà circa dieci ore al giorno davanti alla televisione, navigando su internet o leggendo libri, quotidiani o riviste. Lo rivela l'ufficio del censimento Usa, nel suo annuario statistico 2007. Tra le altre conferme dello studio c'è quella che gli americani continuano ad amare le bevande gassate. L'anno prossimo ne consumeranno quasi 4 litri a settimana, contro meno di due litri di latte, acqua minerale e caffè. Da qui una conferma i due terzi degli americani sono sovrappeso, un terzo di loro sono obesi.
Il gruppo Lagardere ha riorganizzato il suo polo media e comunicazione per farne uno dei leader mondiali dell'edizione di contenuti di tutti i mezzi dicomunicazione. Il nuovo gruppo multimediale, battezzato Lagardere Active Media, nasce dal ravvicinamento del polo stampa periodica Hachette Filippacchi Medias e di quello audiovisivo Lagardere Active. La società sarà guidata da un consiglio, presieduto da Arnaud Lagardere, e da un direttorio guidato da Didier Quillot. L'obiettivo della riorganizzazione sarà quello di favorire "una strategia di alleanze e acquisizioni nel digitale". Una nuova direzione sarà invece incaricata di "costruire il successo del polo digitale sul web e sui nuovi mezzi di comunicazione". Il polo stampa periodica, che pubblica 260 testate, tra cui i settimanali di grande successo come Paris Match e Elle, sarà guidato da Olivier Chapuis.
Assegnati i premi annuali di Reporters sans Frontières per il giornalismo indipendente. L’organizzazione parigina, in collaborazione con la fondazione privata Fondation de France, ha premiato come ogni anno un giornalista, un servizio d’informazione, un difensore della libertà di stampa e un cyber-dissidente. Ogni premiato ha ricevuto 2.190 euro. Il vincitore nella categoria giornalisti è U Win Tin, 76 anni, del Myanmar (Birmania). In carcere dal 1989, U Win Tin è il più anziano prigioniero politico in Birmania. Per la categoria media, il premio è andato al giornale russo Novaya Gazeta, la cui redattrice Anna Politkovskaya è stata uccisa lo scorso 7 ottobre. Al bisettimanale è stato riconosciuto il "costante impegno nel giornalismo investigativo e la puntuale denuncia nei confronti della corruzione dell’amministrazione russa". Journalists in Danger (Giornalisti in pericolo), un’associazione di reporter del Congo, ha ricevuto il premio per la sua battaglia in nome della libertà di stampa in Africa. Il premio al cyber-dissidente è andato a Guillermo Farinas Hernandez, direttore dell’agenzia di stampa indipendente Cubanacan Press.
Il quotidiano gratuito parigino con cui Le Monde e il gruppo Bollore vogliono fare concorrenza a Metro e 20 minutes uscirà all'inizio del 2007, dopo le feste. Un rinvio rispetto all'uscita prevista in questi giorni, dovuto ai dubbi dei giornalisti del quotidiano sulla professionalità della redazione del nuovo giornale. Un primo rinvio del lancio, inizialmente previsto a novembre, era stato provocato da una lotta di potere tra i due azionisti che si era risolto a favore di Vincent Bollorè , maggioritario nel capitale con una partecipazione del 70 per cento.
Più o meno ci sono voluti quasi quarant'anni. Ma alla fine il New York Times ha svelato l'identità di una gola profonda che resisteva da più tempo di quella dello scandalo Watergate. Un generale a tre stelle, oggi pensionato novantenne alle Hawaii, era la fonte di un articolo del 1967 che fece scalpore, perchè rivelava i dubbi all'interno dell'Esercito Usa sulla possibilità di vincere la guerra in Vietnam.
Il Daily Mirror volta le spalle al Chelsea e al tecnico Jose Mourinho. Stufo delle continue richieste avanzate dall’ufficio stampa del club inglese, il cui proprietario è il magnate russo Roman Abramovic, il quotidiano ha rifiutato di pubblicare un’intervista al vulcanico allenatore. La scorsa settimana infatti numerose testate inglesi erano state invitate nella sede del club per realizzare l’intervista a Mourinho, anche se nell’invito era stato specificato che il pezzo sarebbe dovuto apparire sotto forma di domande e risposte, che avrebbe dovuto avere l’ok dall’ufficio stampa prima della pubblicazione, e che nella stessa pagina sarebbe dovuto apparire un box sulla beneficenza fatta dal Chelsea, il cui testo, non modificabile, sarebbe stato inviato dalla società. Venerdì mattina l’intervista al tecnico portoghese è apparsa dunque sul Times, sul Daily Telegraph, sul Daily Mail e sul Sun, che l’ha proposta come esclusiva, ma non sul Mirror. Ha spiegato Dean Morse, caporedattore dello sport al Mirror: "Apprezziamo molto tutto ciò che il Chelsea fa per beneficenza, ma le loro richieste si sono spinte troppo in là. Capisco che i padroni sono russi, ma noi non siamo ancora la Pravda". E ha aggiunto: “Credo che stavolta si sia passato il segno. Una volta che abbiamo venduto l’anima non si può tornare indietro. Gli uffici stampa capirebbero l’aria che tira e ne approfitterebbero per renderci il lavoro impossibile. Per quanto possibile cerchiamo sempre di collaborare con gli addetti stampa, ma non devono essere loro a dirigere il quotidiano".
Mondadori France ha annunciato ai sindacati la sospensione immediata della pubblicazione di Max e di 20 ans, due riviste per le quali non avrebbe trovato acquirenti. I sindacati sostengono che la direzione della filiale francese del gruppo editoriale italiano non avrebbe fornito altra precisazione. I due giornali sarebbero stati messi in vendita già in autunno. La diffusione di 20ans sarebbe diminuita del 32 per cento tra il 2002 e il 2005 a 103.000 copie e quella di Max del 21 per cento a 92 mila copie. All'inizio di ottobre Arnaud de Puyfontaine, ceo di Mondadori France aveva detto che nessuna testata sarebbe stata ceduta e alcun dipendente sarebbe stato costretto a lasciare il gruppo. Mondadori France, ex Emap France, impega 1.350 persone.
Il numero di giornalisti arrestati per via del loro lavoro è aumentato in tutto il mondo per il secondo anno consecutivo e, di loro, uno su tre è titolare di un blog sulla rete, è un editor online o un reporter che lavora esclusivamente sulla rete. Lo dice una nuova analisi condotta dal Comitato per la protezione dei giornalisti di New York. L'annuale rapporto del Comitato rivela che al primo dicembre del 2006 erano 134 i giornalisti in prigione, con la Cina, Cuba, l'Eritrea e l'Etiopia ai primi posti dell'elenco dei paesi nemici della stampa. I giornalisti dellacarta stampata costituiscono tuttora il più numeroso gruppo con 67 arresti nel 2006, ma i giornalisti che lavorano esclusivamente su internet costituiscono una sottocategoria in crescita con 49 arresti nel corso di quest'anno. Ha detto Joel Simon, direttore esecutivo del Comitato per la protezione dei giornalisti: "Siamo ad uno snodo cruciale nella lotta per la libertà distampa perchè gli stati autoritari hanno fatto di internet ilprincipale fronte nel loro sforzo di controllare tutta l'informazione".
E' sempre più agguerrito il panorama dei network televisivi internazionali. La nuova France24 entra però nel lotto dei grandi. Ecco chi sono.
Sono cominciate oggi le trasmissioni di France24, la nuova emittente all news francese. Un vero colosso che porta la Francia ad affiancarsi ai grandi network del mondo. Ecco i numeri di France24.
La News Corp di Rupert Murdoch sta cercando di portare in Cina la controllata MySpace, il più grande sito di social network degli Usa con oltre 100 milioni di utenti, con la joint venture cinese di International Data, editore tecnologico di Boston, e con l'ex amministratore delegato di China Netcom Group, Edward Tian. Wendi Deng, moglie di Murdoch, farà parte del cda di MySpace China assumendo così, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, il primo incarico nel gruppo dopo il matrimonio con il magnate australiano avvenuto nel 1999. Fino ad oggi nessun accordo è stato raggiunto, aggiunge il quotidiano, ma l'obiettivo della News Corp è di sbarcare sul mercato cinese destinato a essere, nell'arco di pochi anni, il primo al mondo per utenti internet, pur sapendo che potrebbero sorgere problemi con le autorità con la censura del governo che ha sta facendo chiudere numerosi blog, considerati dissidenti politici e dunque nemici dello stesso popolo che si apre al mercato.
Chissà quanti si ricordano ancora di Lou Grant, il protagonista di una serie televisiva americana, poi importata anche in Italia, degli anni Settanta. Lou era il caporedattore di un quotidiano di San Francisco. Un caporedattore buono, dunque una stupida fantasia. Ebbene il vecchio Lou, nei non rari momenti di pausa, trascorreva il suo tempo libero in un pub vicino al giornale bevendo birra, o mangiando panini disgustosi in una di quelle bancarelle che si trovano agli angoli delle strade. Panini, ma d'estate anche gelati. E veniamo a noi. Il gelato di Lou era quasi sempre, con etichetta bene in vista, un Haagen-Dasz, marchio allora sconosciuto in Italia, dove sarebbe arrivato nel decennio successivo. Ebbene, due giorni fa è morta a New York Rose Mattus, 90 anni, fondatrice, insieme a suo marito, della celebre azienda. La regina del gelato all'americana, come l'hanno definita giornali e televisioni.
Capita, anche agli altri. Una situazione davvero incresciosa. Alla scuola di giornalismo della Columbia University alcuni studenti avrebbero barato durante l'esame di Etica Professionale. La vicenda ha fatto scattare un acceso dibattito interno tra gli studenti della prestigiosa "Graduate School of Journalism" che temono adesso che l'episodio, dai contorni ancora imprecisati, possa macchiare il riconoscimento accademico che stanno faticosamente perseguendo.
Mondadori France, filiale creata nell'estate dopo l'acquisto del polo editoriale francese di Emap, sarebbe interessata ad acquistare il 34 per cento del gruppo editoriale francese Michel Hommell (nell fotografia a destra in gara a Le Mans), società specializzata in magazine per il tempo libero. A sostenerlo è il settimanale Challenges. In lizza per l'editore di 25 testate dovrebbe esserci anche Prisma Press. Interessanti i numeri del gruppo così ambito e soprattutto la storia del suo proprietario.