Maurice R. Greenberg, ex presidente del colosso assicurativo statunitense Aig, avrebbe cominciato a comprare azioni del New York Times, con l'obiettivo d'indebolire l'assetto di controllo del giornale da parte della famiglia Sulzberger. Lo dice il New York Post, aggiungendo che Greenberg avrebbe intenzione di rilevare ingenti quantitativi di titoli, nella considerazione fra l'altro che il New York Times, che ha una valutazione di mercato di circa 3,3 miliardi di dollari, agli attuali prezzi di Borsa è da ritenere sottovalutato. Alcuni azionisti del Nyt, come Morgan Stanley Investment Management, sono contrari all'attuale assetto del gruppo, che consente appunto il controllo da parte della famiglia Ochs-Sulzberger. Greenberg è stato per anni un personaggio di primo piano nella Corporate America, per rimanere travolto dallo scandalo relativo alla contabilità di American International Group, che lo costrinse alle dimissioni.
La questione è sempre la stessa. Il segreto professionale da una parte, i giudici che indagano su qualche caso dall'altra, i giornalisti sottoposti a restrizioni, perquisizioni, controlli. Qui da noi, in Europa e anche negli Usa. Su un provvedimento della Corte Suprema, relativo alle telefonate di due giornalisti del New York Times, è intervenuta Reporters sans Frontières con un comunicato che qui riporto qui sotto.
Yahoo! risponde alla rivale Google annunciando un accordo strategico con sette gruppi statunitensi per raccogliere la pubblicità sui siti Internet di oltre 150 quotidiani, diffusi in 38 stati Usa. Il portale di Sunnyvale però si trova a dover fare i conti con un documento interno diffuso via email, nel quale il vicedirettore generale Brad Garlinghouse mette in dubbio le strategie seguite, che costano alla società la perdita di competitività rispetto ai concorrenti. Ai quotidiani potrebbero aggiungersi Belo Corp, Cox Newspapers, Hearst Newspapers, Journal Register, Lee Enterprises, Media News Group e Scripps. E altri Yahoo! li sta cercando. Interessati dall'iniziativa il San Francisco Chronicle, il Dallas Morning News e il New Haven Registrer, con una prima fase nella quale l'alleanza prevede il trasferimento degli annunci di lavoro presenti sulla carta stampata sul sito hotjobs.com, neoacquisito da Yahoo!
E' scomparso Gerald Boyd, uno dei direttori del New York Times tra il 2001 ed il 2003, il primo nero ad avere assunto il prestigioso incarico. E' morto giovedì notte a New York a 56 anni a causa di un cancro ai polmoni. Boyd si era dimesso nel 2003, insieme ad un altro dei direttori, Howell Raines, a causa dello scandalo Jason Blair, dal nome del cronista, nero anche lui, che aveva copiato da quotidiani locali ed addirittura inventato una serie di articoli, senza mai essere uscito da New York.
A suo modo è stato un perfetto cronista. Ieri è morto a Napoleon, in Ohio, il re dei vagabondi Usa, Maurice W. Graham, 89 anni, meglio noto come Steam Train Maury oppure Gran Patriarca degli Hobos. Personaggio tanto singolare che anche il New York Times, nella pagina dei necrologi, gli ha dedicato un lungo articolo. Nominato alla convention annuale per cinque volte re degli Hobos, cioe' i vagabondi che in linea con l'immaginario collettivo viaggiano sui treni merci, era stato eletto Gran Patriarca nel 2004. Da cronista aveva scritto nel 1990 "Sulla strada ferrata", un libro reportage dove aveva raccontato le sue straordinarie e spesso drammatiche avventure.
Il primo giornale americano nella classifica dei quotidiani più letti del mondo è soltanto undicesimo, ed è come sempre UsaToday. La hit parade delle cifre strabilianti è pubblicata da Newspaper24. Ai primi posti cinque giornali giapponesi. Con lo Yomuri Shimbun che incassa 14 milioni di copie al giorno. Il primo degli europei e del mercato occidentale è il tedesco Bild, il Corriere della Sera è 98° su cento, così in basso che non si nota.
E' il direttore del Los Angeles Times Dean Baquet (nella fotografia) il giornalista di colore in testa alla classifica della National Association of Black Journalists. Il nero Baquet ha eliminato in finale Debra Adam Simmons', vicepresidente e direttore dell'Akron Beacon Journal. Il quotidiano più venduto tra i lettori afro americani.