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novembre 30 2006

GREENBERG RASTRELLA AZIONI DEL NEW YORK TIMES

Maurice R. Greenberg,  ex presidente del colosso assicurativo statunitense Aig, avrebbe cominciato a comprare azioni del New York Times, con l'obiettivo d'indebolire l'assetto di controllo del giornale da parte della famiglia Sulzberger. Lo dice il New York Post, aggiungendo che Greenberg avrebbe intenzione di rilevare ingenti quantitativi di titoli, nella considerazione fra l'altro che il New York Times, che ha una valutazione di mercato di circa 3,3 miliardi di dollari, agli attuali prezzi di Borsa è da ritenere sottovalutato. Alcuni azionisti del Nyt, come Morgan Stanley Investment Management, sono contrari all'attuale assetto del gruppo, che consente appunto il controllo da parte della famiglia Ochs-Sulzberger. Greenberg è stato per anni un personaggio di primo piano nella Corporate America, per rimanere travolto dallo scandalo relativo alla contabilità di American International Group, che lo costrinse alle dimissioni.
postato da: Sal alle ore novembre 30, 2006 19:03 | link |
categorie: new york, new york times, new york post
novembre 29 2006

L'ARCHIVIO GIGANTE



E' il più grande archivio di giornali del mondo. Un database online di quotidiani americani che non ha eguali. Si paga, ma per sette giorni è gratuito.
postato da: Sal alle ore novembre 29, 2006 11:26 | link |
categorie: usa , washington post

TORNATO











Che meraviglia il Daily Planet. C'è un mondo lì dentro. E' tornato, Clark Kent.
postato da: Sal alle ore novembre 29, 2006 11:12 | link |
categorie: daily planet, superman, clark kent

L'INDIPENDENZA CALPESTATA

La questione è sempre la stessa. Il segreto professionale da una parte, i giudici che indagano su qualche caso dall'altra, i giornalisti sottoposti a restrizioni, perquisizioni, controlli. Qui da noi, in Europa e anche negli Usa. Su un provvedimento della Corte Suprema, relativo alle telefonate di due giornalisti del New York Times, è intervenuta Reporters sans Frontières con un comunicato che qui riporto qui sotto.

La verità però, secondo me, è che nè gli editori, nè i direttori dei giornali hanno la più la capacità di proteggere i loro giornalisti, anche in casi come questi. Le fonti non si rivelano, le telefonate non s'intercettano, il giornale deve essere una cassaforte. Ma tutti sappiamo che non è così. Ho visto direttori, per molto meno, abbandonare i propri giornalisti alla furia di qualche politico stizzito per commenti o cronache non adeguate. Basti pensare a quello che Berlusconi ha detto in questi anni contro giornali e giornalisti, lui che avrebbe dovuto essere lo specchio di un paese libero con una stampa indipendente, mille miglia lontano dal potere politico. 

Il conflitto d'interessi è generale, gli editori puri, se mai ci sono stati, sono scomparsi da trent'anni, l'economia, la finanza, poteri che assomigliano molto a quelli mafiosi si sono insinuati nel mondo dell'informazione in un modo così eclatante e arrogante che non siamo più capaci di capire fin dove sono arrivati a tracciare i loro confini.


From Rsf

Press release
28 November 2006

UNITED STATES
NEW YORK TIMES FORCED TO HAND OVER PHONE RECORDS IN BLOW TO CONFIDENTIALITY OF SOURCES


Reporters Without Borders voiced deep regret today at yesterday's refusal by the US supreme court to stay implementation of a federal court ruling requiring the New York Times to surrender the phone records of two of its journalists. The organisation reiterated its appeal to congress to pass a federal shield law that would protect journalists' sources.

"The supreme court's decision is another setback for the confidentiality of sources," Reporters Without Borders said. "The courts and the federal government can always use national security as an argument to force journalists to hand over their phone records, although it is hard to see how respect for professional secrecy would threaten US internal security in this case."

The press freedom organisation added: "This decision is unfair and dangerous, and we have no illusions about the outcome of the appeal the New York Times plans to address to the supreme court on the substance of this case. It is therefore vital that the congress that was elected on 7 November should make room on its agenda for a vote on a law giving federal protection for the confidentiality of sources."

Yesterday's ruling concerns information obtained by New York Times reporters Judith Miller and Philip Shenon shortly after 9/11 about Islamic charities suspected by the FBI of links with terrorism. After Miller and Shenon learned that the government planned to freeze the charities' assets and contacted them for a comment, the justice department began an investigation to determine the source of the leak.

Citing New York state legislation and the US constitution's first amendment, New York judge Robert W. Sweet ruled in favour of the two journalists on 24 February 2005. Federal prosecutor Patrick Fitzgerald referred the case to a federal court a year later.

The Manhattan federal appeal court ruled on 1 August of this year that the first amendment does not protect the confidentiality of journalists' sources and ordered the New York Times to hand over the phone records to the grand jury that is investigating the leaks. The newspaper thereupon asked the supreme court to stay implementation of this order, finally receiving a rebuff yesterday.

Miller spent 12 weeks in prison, from 6 July to 29 September 2005, for refusing to name her sources in a separate case. She has since left the New York Times.
_______
postato da: Sal alle ore novembre 29, 2006 08:43 | link |
categorie: usa , new york times, reporters sans frontières
novembre 27 2006

YAHOO! A CACCIA DI GIORNALI

Yahoo! risponde alla rivale Google annunciando un accordo strategico con sette gruppi statunitensi per raccogliere la pubblicità sui siti Internet di oltre 150 quotidiani, diffusi in 38 stati Usa. Il portale di Sunnyvale però si trova a dover fare i conti con un documento interno diffuso via email, nel quale il vicedirettore generale Brad Garlinghouse mette in dubbio le strategie seguite, che costano alla società la perdita di competitività rispetto ai concorrenti. Ai quotidiani potrebbero aggiungersi Belo Corp, Cox Newspapers, Hearst Newspapers, Journal Register, Lee Enterprises, Media News Group e Scripps. E altri Yahoo! li sta cercando. Interessati dall'iniziativa il San Francisco Chronicle, il Dallas Morning News e il New Haven Registrer, con una prima fase nella quale l'alleanza prevede il trasferimento degli annunci di lavoro presenti sulla carta stampata sul sito hotjobs.com, neoacquisito da Yahoo!
La compagnia californiana risponde così a Google, che proprio poche settimane fa si è proposto come intermediario della raccolta pubblicitaria online per 50 giornali, yta i quali spiccano il New York Times, il Washington Post, il Boston Globe, il Chicago Tribune e il  Filadelfia Inquirer.
Sul fronte interno, invece, il documento di quattro pagine, ribattezzato "peanut butter manifesto" mette sotto accusa le linee strategiche del numero uno Terry Semel: "L'azienda spalma burro d'arachidi su numerose opportunità, ma il risultato finale è che non ci stiamo focalizzando su niente in particolare".  Le critiche sono rivolte soprattutto a Semel, che malgrado le acquisizioni sostenute negli ultimi anni,non è riuscito a contenere la concorrenza.
postato da: Sal alle ore novembre 27, 2006 16:27 | link |
categorie: yahoo, google, boston globe
novembre 25 2006

SCOMPARE GERALD BOYD

E' scomparso Gerald Boyd, uno dei direttori del New York Times tra il 2001 ed il 2003, il primo nero ad avere assunto il prestigioso incarico. E' morto giovedì notte a New York a 56 anni a causa di un cancro ai polmoni. Boyd si era dimesso nel 2003, insieme ad un altro dei direttori, Howell Raines, a causa dello scandalo Jason Blair, dal nome del cronista, nero anche lui, che aveva copiato da quotidiani locali ed addirittura inventato una serie di articoli, senza mai essere uscito da New York.
postato da: Sal alle ore novembre 25, 2006 15:43 | link |
categorie:

IL VAGABONDO CRONISTA

A suo modo è stato un perfetto cronista. Ieri è morto a Napoleon, in Ohio, il re dei vagabondi Usa, Maurice W. Graham, 89 anni, meglio noto come Steam Train Maury oppure Gran Patriarca degli Hobos. Personaggio tanto singolare che anche il New York Times, nella pagina dei necrologi, gli ha dedicato un lungo articolo. Nominato alla convention annuale per cinque volte re degli Hobos, cioe' i vagabondi che in linea con l'immaginario collettivo viaggiano sui treni merci, era stato eletto Gran Patriarca nel 2004. Da cronista aveva scritto nel 1990 "Sulla strada ferrata", un libro reportage dove aveva raccontato le sue straordinarie e spesso drammatiche avventure.
postato da: Sal alle ore novembre 25, 2006 14:20 | link |
categorie: stati uniti, new york, new york times

GIAPPONE SUPER STAR

Il primo giornale americano nella classifica dei quotidiani più letti del mondo è soltanto undicesimo, ed è come sempre UsaToday. La hit parade delle cifre strabilianti è pubblicata da Newspaper24. Ai primi posti cinque giornali giapponesi. Con lo Yomuri Shimbun che incassa 14 milioni di copie al giorno. Il primo degli europei e del mercato occidentale è il tedesco Bild, il Corriere della Sera è 98° su cento, così in basso che non si nota.
postato da: Sal alle ore novembre 25, 2006 08:15 | link |
categorie: new york
novembre 23 2006

IL DIRETTORE FATELO NERO

E' il direttore del Los Angeles Times Dean Baquet (nella fotografia) il giornalista di colore in testa alla classifica della National Association of Black Journalists. Il nero Baquet ha eliminato in finale Debra Adam Simmons', vicepresidente e direttore dell'Akron Beacon Journal. Il quotidiano più venduto tra i lettori afro americani.
postato da: Sal alle ore novembre 23, 2006 18:21 | link |
categorie: usa , giornali, los angeles times
novembre 20 2006

A WALL STREET IL TITOLO TRIBUNE SI CONSOLIDA

Sulla scorta delle anticipazioni dei movimenti finanziari attorno alla Tribune Co., il titolo a Wall Street ha chiuso questa sera a 32,30 dollari con un + 0,05 per cento.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 23:22 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, editori, wall street

TRIBUNE SOTTO TIRO

Si infittisce la lista dei pretendenti all'acquisto di Tribune Co, il gruppo editoriale cui fanno capo tra l'altro il Los Angeles Times e il Chicago Tribune. Al primo polo del settore Gannett, che controlla il quotidiano più diffuso negli Stati Uniti, ovvero Usa Today, si profila l'interesse anche di Maurice "Hank" Greenberg, l'ex numero uno del colosso assicurativo Aig. Alla Tribune (+1,34 per cento la quotazione in Borsa a 32,46 dollari), che possiede anche stazioni tv e la squadra di baseball dei Chicago Cubs, guardano diverse società di private equity, nonchè i miliardari Ronald Burkle, il re dei supermercati californiani, insieme all'immobiliarista Eli Broad, mentre David Geffen, socio d'affari di Steven Spielberg, sarebbe interessato soltanto all'acquisto del Los Angeles Times.

Il gruppo Gannett è segnalato dal Wall Street Journal, mentre nel caso dell'81enne Greenberg, secondo il New York Times, ci sarebbe la decisa volontà di fare investimenti nel settore dell'editoria, a dispetto delle difficoltà sempre più critiche in cui versa. L'ex numero uno della Aig, costretto a lasciare le cariche a seguito delle indagini avviate dalla procura di New York sulla stipula di alcuni contratti ritenuti sospetti, starebbe guardando a tutto campo perchè nel mirino sarebbe finito anche il Boston Globe, nel portafoglio del New York Times, che interessa anche a Jack Welch, l'ex capo di General Electric. Greenberg, secondo voci riportate da NY Times avrebbe come potenziale obiettivo anche Dow Jones & C., la società che pubblica il Wall Street Journal.

Intanto, sul settore si profila un'altra maxi-operazione di buyout, dopo quella di oltre 10 miliardi di dollari che ha interessato Univision la tv in lingua spagnola, la Clear Channel Communications, il primo gruppo di radio negli Stati Uniti, farebbe gola alla cordata di fondi di private equity Kkr e Providence, e a quella composta da Bain Capital, Texas Pacific e Thomas Lee Partners.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 21:18 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, editori, wall street, new york times, dow jones, gannet

PIU' DONNE ALLE NEWS DEI NETWORK

E' in diminuzione il numero dei giornalisti appartenenti a minoranze etniche che sono impiegati nei network locali americani. Lo rileva una statistica del Maynard Institute, secondo cui invece il numero delle donne direttori delle news radio è cresciuto dal 39,3 per cento del 2004 al 40 per cento dell'anno scorso. Fanno eccezione al calo degli impieghi per le minoranze le tv e le radio di lingua spagnola che da almeno un anno fanno piazza pulita del mercato pubblicitario.
postato da: Sal alle ore novembre 20, 2006 14:53 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, network, editori
novembre 19 2006

VIVENDI VENDE NBC

Più concreta l'ipotesi che Vivendi ceda il 20 per cento di Nbc. Potrebbe accadere già l'anno prossimo. Sempre che si risolva la questione General Electric, tutt'altro che semplice.
postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 23:53 | link |
categorie: usa , stati uniti, giornali, network, editori, ge , nbc , vivendi

BISCOTTI PAPARAZZI

In realtà non fa nè ridere, nè altro. La Cbs si è fatta questa opinione dei paparazzi, versione matrimonio di Bracciano. Il tipo che compare lì con le macchine fotografiche al collo si chiama Biscotti, che è la versione di "cookies" in inglese. Che risate. Comunque.



postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 13:21 | link |
categorie: usa , stati uniti, network, bracciano, paparazzi, cbs

BLOGGER AI FERRI

Resta in una prigione di Dublin,  in California, Josh Wolf, il blogger americano accusato di avere girato un video e poi pubblicato sul suo blog di una manifestazione violenta nel luglio del 2005. Per Reporters Sans Frontières, come scritto in questa mail che mi hanno inviato, un'accusa ridicola. Il giovane Wolf rimarrà fino al 2007 in galera.

From Rsf

UNITED STATES



Federal appeal court refuses rehearing in Josh Wolf case

Blogger will probably stay in prison until July 2007

Reporters Without Borders condemned as "absurd inflexibility" the decision of a federal appeal court to refuse to rehear the case of Josh Wolf, in prison since 18 September for refusing to hand over his full video footage shot at a demonstration that turned violent, in July 2005.

The blogger is therefore likely to stay in custody until July 2007, when a grand jury could decide to release him on bail.

"This young blogger does not represent any threat to national security, so keeping him in custody is a completely disproportionate step," the worldwide press freedom organisation said after the 16 November ruling.
"The judges seem to want to teach a lesson to Wolf, a young man whose insolence exasperated them, when their role should have been simply to give the law," it added.
postato da: Sal alle ore novembre 19, 2006 11:25 | link |
categorie: usa , stati uniti, reporters sans frontières
novembre 18 2006

NBC VIDEOPODCAST

Davvero notevole il videopodcast appena inaugurato dalla Nbc. Lo trovate sul sito del network. Per scaricarlo  però è bene utilizzare iTunes, anche se la puntata di oggi è di ben 82 MB, un po' corposa ma tutto sommato veloce. L'abbonamento al Nightly News con Brian Williams è gratuito.
postato da: Sal alle ore novembre 18, 2006 11:34 | link |
categorie: usa , stati uniti, itunes, nbc , brian williams
novembre 17 2006

IL POST OPPOSTO

Il Washington Post riduce i giornalisti nella newsroom versione carta e aumenta il numero dei redattori online. Esattamente come fanno gli editori italiani. L'esatto opposto, intendo.
postato da: Sal alle ore novembre 17, 2006 23:01 | link |
categorie: usa , stati uniti, washington post
novembre 16 2006

QUEI FORMIDABILI CLIK

A settembre le pagine dei giornali Usa su internet sono state sfogliate da oltre 2 miliardi di persone. Ogni persona e rimasta lì a leggere per quasi 45 minuti. Ed è tornata mediamente sul quel sito di giornale quasi nove volte al giorno, dall'ufficio e ovviamente da casa.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:38 | link |
categorie: usa , internet, giornali

SECCHIONI DI CLEVELAND

A Cleveland leggono più che in qualsiasi altra città degli Usa. A Washington se ne infischiano dei giornali. A New York lo fanno per abitudine.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:33 | link |
categorie: stati uniti, new york, editori

TOP TOP TOP

La classifica dei 100 quotidiani Usa più venduti. Pubblicata dalla NewsPaper Association America. Il New Haven Register è ultimo con più di 200 mila copie giornaliere, il New York Times terzo e UsaToday sempre primo.
postato da: Sal alle ore novembre 16, 2006 18:25 | link |
categorie: usa , stati uniti, new york times
novembre 15 2006

London

Daily Telegraph Fleet Street

Daily Telegraph
postato da: Sal alle ore novembre 15, 2006 12:11 | link |
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London

Newspaper House Fleet Street

Newspaper House Newspaper House
postato da: Sal alle ore novembre 15, 2006 12:01 | link |
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San Francisco

San Francisco Chronicle

San Francisco Chronicle
postato da: Sal alle ore novembre 15, 2006 11:48 | link |
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Chicago

Chicago Tribune


Chicago Tribune Building
postato da: Sal alle ore novembre 15, 2006 00:23 | link |
categorie:

New York

New York Times

Times Building
postato da: Sal alle ore novembre 15, 2006 00:14 | link |
categorie:
novembre 14 2006

London

Fleet Street

Fleet Street
postato da: Sal alle ore novembre 14, 2006 23:55 | link |
categorie: