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novembre 26 2004

L'inglese Spectator in vendita per 35 milioni di euro

I fratelli Barclays, editori del settimanale britannico The Spectator, a seguito degli scandali che hanno investito il giornale a causa della pubblicizzata relazione adultera del direttore Boris Johnsson con l'opinionista del periodico Petronella Wyatt, avrebbero deciso di vendere la rivista e sarebbero disposti a cederla a chiunque offra una cifra superiore ai 35 milioni di euro.  E' quanto riporta oggi il pomeridiano Evening Standard, secondo il quale l'incarico affidato a Andrew Neil di supervisionare nella direzione di The Spectator Johnsson, che a causa dello scandalo non è più il sottosegretario ombra dei Conservatori alle arti, sarebbe solo uno dei primi segnali di un avviato processo di vendita.  I Barclays, stufi delle speculazioni sulla testata, avrebbero deciso di concentrarsi solo sul quotidiano The Daily Telegraph, anch'esso edito da loro.

postato da: Sal alle ore novembre 26, 2004 19:28 | link |
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novembre 25 2004

Tra i nuovi soci di Le Monde anche Rizzoli

Il quotidiano francese Le Monde si accinge ad aprire circa il 25-35 per cento del suo capitale per reperire rapidamente i 50 milioni ritenuti necessari per far fronte alle perdite del 2004 e finanziare il suo sviluppo. Secondo alcuni giornali francesi, tra i nuovi soci che potrebbero essere invitati a sottoscrivere la ricapitalizzazione vi sarebbe anche il gruppo Rizzoli, oltre al tedesco Bertelsmann e il francese Hachette (gruppo Lagardere). Il giornale potrebbe essere trasformato in un quotidiano del mattino.

postato da: Sal alle ore novembre 25, 2004 18:27 | link |
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novembre 24 2004

Viacom paga 3,5 miliardi di dollari per trasmissioni indecenti

Il colosso dei media americano Viacom, proprietario delle reti televisive Cbs e Mtv, ha raggiunto una transazione finanziaria da 3,5 milioni di dollari con la Commissione federale per le comunicazioni statunitense al fine di chiudere le accuse per avere mandato in onda programmi radiofonici e televisivi tacciati di "indecenza". La somma riguarda una dozzina di contestazioni mosse nei confronti dell'azienda dalle autorità in merito a programmi trasmessi negli ultimi cinque anni. Oltre alla penale milionaria, Viacom ha acconsentito a mandare in leggera differita i programmi live che potrebbero contenere passaggi potenzialmente offensivi per il grande pubblico. La transazione firmata da Viacom non contempla la multa da 550 mila dollari proposta dalla commissione per l'episodio che ha coinvolto la cantante Janet Jackson durante lo scorso Superbowl quando scoprì un seno in diretta televisiva nazionale. E che a ben guardare non era nemmeno tanto eccezionale.

postato da: Sal alle ore novembre 24, 2004 18:48 | link |
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Uma Thurman si è comprata la casa di Penthouse

La casa è in realtà di Bob Guccione, il fondatore di Penthouse, ma quel che conta è che Uma ha fiutato l'affare buono. Lo scrive il Daily Freeman. Il prezzo di casa con giardino dovrebbe aggirarsi sui 15 milioni di dollari, giorno di vendita il 5 dicembre, l'assegno però sarà staccato da Andrè Balazs, l'uomo di Uma, quello con i soldi.

 

postato da: Sal alle ore novembre 24, 2004 18:44 | link |
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Alcimedonte ed io

Qui accadono fatti che sfuggono alla comprensione umana. Il povero Alcimedonte, che abita realmente nella casa del tenutario originale di questo blog, e al quale io ho ceduto davvero l'uso del Bersò, ha deciso di andarsene. Mi ha restituito nick e pass, come eravamo d'accordo. C'era stata una piccola scommessa tra noi due, purtroppo Alci si è trovato, involontariamente, al centro di una polemica scaturita da un articolo pubblicato su La Stampa e da me firmato. Per puro caso la gestione del Bersò di Alci ha coinciso che l'uscita di questo pezzo sul giornale che a molti è piaciuto ed altri, com'era prevedibile, ha generato una sorta di fastidio, per dirla in termini educati. Resta il fatto che Alcimedonte è del tutto estraneo alla vicenda. Così, ieri sera ci siamo riscambiati il blog, senza che in realtà ne fossi tanto desideroso. L'affezione per un mezzo che considero straordinario e per quegli amici con i quali ho avuto in questi anni piacevoli scambi d'opionione è rimasta però intatta. Lo riprendo, insomma. Con quali tempi d'aggiornamento non so. Ma in fin dei conti sono contento così.

postato da: Sal alle ore novembre 24, 2004 10:13 | link |
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novembre 23 2004

E ADESSO

Allora, io, come detto più sotto, sono quello a cui l'autore originario ha ceduto questo blog. Perciò è già abbastanza difficile così, non incasinatemi di più. Gli ho chiesto di riprenderselo, non leggo i giornali, parto da zero e mi faccio un blog mio.

postato da: Sal alle ore novembre 23, 2004 16:59 | link |
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novembre 20 2004

BOICOTTO

Ho dato un'occhiata in giro ai link dei blog che il mio vicino mi ha ceduto con questo. In questo qui che si chiama Mille e una Notte Rock c'è uno che dice che dobbiamo boicottare Band Aid. Ma tu guarda. L'altra settimana da Auchan ho comprato una di ste' scatole di cerotti, una minchiata lo devo dire. Si staccano subito, se il dito è un po' bagnato manco si appiccicano. Ha ragione questo Zeppelin. I Salvelox sono una figata perché hanno una colla che attacca ma non struscia.

postato da: Sal alle ore novembre 20, 2004 10:18 | link |
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Il cliente del Valentino

Mi aveva detto che voleva diventare un cliente della Gestifin. Mi ha dato un appuntamento al Valentino perché dice che non vuol dire a sua moglie come investe i soldi. Al Valentino, che lo possino ciucciare, non è venuto. Ho fatto due passi in riva al Po, quasi quindici chilometri, sono andato fino a San Mauro che è un posto qui vicino a Torino dove d'estate ci sono le fragole. Adesso non ci sono, ho annusato l'aria e puzzava di zolfo.

postato da: Sal alle ore novembre 20, 2004 10:10 | link |
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Un po' lo sono e molto lo faccio

Intendo dire l'ignorante. Lo so anch'io che si scrive Brad e non Brado, blog e non blogo. E' che a battere sui tasti non è la mia specialità. Mi sa che la perdo sta' scommessa con quello che mi ha ceduto questo blog. Qui non ci viene più nessuno. Ieri sono stato all'Ikea,volevo comprare una libreria. In casa ci vuole un posto dove mettere la tv e l'acquario che mi ha regalato mio cugino. La tv adesso è su un carrello di vetro che avrà trent'anni, l'acquario è sul davanzale del bagno che mi sembrava il posto più vicino all'ambiente di quei tre pesci tropicali che ci nuotano dentro. Ma adesso la finestra non si apre più. E ogni tanto dovrei farlo. Da Ikea non ho comprato niente. La libreria costava 70 euro ma bisognava portarsela a casa con i mezzi propri. E' chiusa in un pacco unico di cinquanta chili ed è alta più di tre metri, la mia Panda è lunga forse due e mezzo. Io peso una sessantina di chili. La liberia Kwreiwsw è rimasta da Ikea.

postato da: Sal alle ore novembre 20, 2004 10:03 | link |
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novembre 18 2004

Il vicino Alcimedonte

Salve. Il mio nick è Alcimedonte, che è un personaggio dell'Iliade. Miii, io a momenti non so manco chi ha scritto l'Iliade. Ma ho visto Brado Pit al cinema e c'era uno che si chiamava Alcimedonte. E quando questo qui è venuto fuori tutto nudo con una gonna che sembrava un ricchione ho provato a baciare la donna che era con me. Lei dice che non sembro Brado, ma io miii c'ho altre armi.

Sto nello stesso palazzo di quello che prima aveva questo blogo. Ci ho fatto una scommessa con quello. Se mi dai il tuo blogo io ce lo faccio diventare una meraviglia. Ho poca pratica di scrittura. Vado meglio coi numeri, faccio il promoter per la Gestifin, minchia se il capo sa che gli faccio pubblicità mi aumenta la provvigione!

L'italiano non è la mia materia. Avevo un diario quando andavo a scuola. Ho fatto due volte la prima ragioneria e due volte la quinta. Appena entrato e prima di uscire. Così le materie si sono incollate bene in testa, come dice mia madre. Ma poi sono diventato anche ragioniere. Ragazzi! Ho visto che questo blogo ha la bandiera americana. A me piacciono gli americani,sono stato una volta a Las Vegas. Mi ci aveva portato la Italia Assicurazioni, quelli dove lavoravo prima. Un viaggio premio, ma non so che premio fosse. C'era anche un onorevole. Un fascista dell'anima, però simpatico. Adesso ho detto tutto, esco che ho un cliente che mi aspetta su una panchina del Valentino. Ciao ciao ciao.

postato da: Sal alle ore novembre 18, 2004 09:40 | link |
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novembre 17 2004

IL BERSO' CAMBIA TITOLARE

E così è accaduto. Da qualche settimana sono assente dal mio blog. Molte le ragioni, che sarebbe una noia raccontare e peggio ancora ascoltare. Un anno fa avevo deciso di chiudere il negozio per sempre, oggi ho trovato di meglio. Lo cedo, in comodato gratuito. Con l'opzione di non toccare nulla dell'arredo che c'è e con la possibilità per me d'intervenire quando voglio. Ma sarà molto difficile.

A chi lo cedo. Al mio vicino di casa. Sarà lui a raccontarsi, credo. Io lo conosco poco, era un studente quando sono venuto ad abitare qui. Diciamo quindici anni fa. Per quanto ne so potrebbe essere sempre uno studente. Di certo so che quando tutti avevano esposto le bandiere della pace, lui ha messo fuori quella americana. E fin qui. Per il resto lo vedo gironzolare per il quartiere a tutte le ore, tacchinare le commesse dei centri commerciali, aggirarsi con fogli, carte e fax per non so quale genere di attività. Un giorno mi ha detto che era un intermediario finanziario, poi un agente immobiliare, un'altra volta delle assicurazioni, ma che cosa sia, da dove ricava i quattrini per pagare l'affitto resta uno dei grandi misteri di questa casa.

Sta di fatto che l'altra settimana, con la scusa che il suo vino era diventato acido, e lui aveva sete, viene a casa nostra. Gli offro un tetrapak di novello e se ne va contento. So che è uno che smanetta davanti ad un vecchio pc che ha in casa, e così gli chiedo se sa che cosa è un blog, lui mi dice "perbacco". Lo sapeva. Per davvero. Gli faccio vedere il mio Bersò, gli dà una lettura veloce e poi mi dice che non gli piace. Lui saprebbe fare di meglio. Anzi, se glielo lascio un po' in custodia mi raddoppia gli utenti. Detto fatto, è andata. Adesso il Bersò è suo, con quei vincoli che dicevo prima. Da questa sera, o da domani, o da chissà quando, e con quale nick si presenterà, non lo so. Ma credo che sia già con le dita sulla tastiera. Magari un giorno o l'altro ci si rivede. Ve lo volevo dire.

postato da: Sal alle ore novembre 17, 2004 18:29 | link |
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novembre 1 2004

Quasi 5 mila corrispondenti dell'Associated Press

Le presidenziali statunitensi domani notte, tutti i media degli Usa si baseranno sul conteggio dei voti come riportato dalla Associated Press che effettuerà lo stesso servizio anche per il Senato, la Camera e i posti di governatore. L'Ap userà una rete di quasi 5 mila corrispondenti che faranno base in tutti i centri elettorali di contea di ogni Stato, e che trasmetteranno per telefono i risultati a diversi punti di raccolta dove appositi incaricati immetteranno i dati nel sistema computerizzato di conteggio della Associated Press. I risultati saranno poi trasmessi a quotidiani, website, blog radio e televisioni in numerosi formati. Fino ad anni recenti, l'Ap era una delle due organizzazioni che raccoglievano il risultato del voto a livello nazionale per i media, l'altra essendo Voter News Service, un consorzio dell'Ap e di cinque network televisivi che effettuava anche exit poll. Il sistema Ap è stato quest'anno migliorato: "Abbiamo aggiunto uove forme di verifica alle operazioni già sperimentate di onteggio del voto"dice John Reid, vicepresidente per i Servizi e la Tecnologia. "I sistemi Ap contengono schemi di voto dalle elezioni precedenti, e se alcune cifre escono da quei parametri scatta una procedura di doppio controllo". Dato l'alto numero di voti che saranno espressi in anticipo o per posta, i funzionari elettorali potrebbero non concludere il conteggio ufficiale fino a diversi giorni dopo il 2 novembre, i circuiti Ap saranno in funzione fino ai risultati definitivi. La Associated Press effettua un conteggio del voto fin dalla fondazione, nel 1848, quando Zachary Taylor del partito Whig sconfisse il democratico Lewis Cass. Oggi l'Ap fornisce dati a oltre 15 mila testate che raggiungono un miliardo di persone in 120 paesi del mondo.

postato da: Sal alle ore novembre 01, 2004 21:34 | link |
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Kerry vince ai punti la guerra dei giornali

Il senatore John Kerry vince ai punti la guerra dei giornali. Nella corsa 2004 per il sostegno dei quotidiani, il candidato democratico alla Casa Bianca ha battuto il presidente George W. Bush per 208 testate a 169, secondo il giornale specializzato Editor and Publisher. Negli ultimi decenni, con l'unica eccezione di una candidatura di Bill Clinton, la palma del maggior numero di sponsorizzazioni era sempre andata al candidato presidente repubblicano. In passato i maggiori giornali metropolitani si erano divisi equamente tra i due pretendenti, mentre stavolta Kerry ha vinto con un rapporto di cinque a tre. Questo ha fatto sì che il suo vantaggio a livello di distribuzione sia schiacciante: 20 milioni contro 14 milioni di lettori. Ma non solo: 44 giornali che nel 2000 si erano schierati con Bush contro Al Gore sono oggi passati dalla parte di John Kerry. Altri 16 testate pro-Bush nel 2000 si sono dichiarate neutrali. Ma la valanga di approvazioni ottenute dal senatore del Massachusetts, al pari di quelli conquistati dal suo rivale repubblicano, hanno un leitmotiv comune. Comunque non c'è entusiasmo nel mondo dei media per il candidato prescelto. Aveva inaugurato questo trend, con l'invito a votare per Kerry tappandosi il naso, il New York Times in un editoriale di metà ottobre dedicato per due terzi buoni alle malefatte di Bush. Stessa linea oggi sul Los Angeles Times: l'editoriale della vigilia del voto parla di "una presidenza fallita". Ma se Kerry non ha trovato nei giornali chi gli abbia fatto una corte spietata, lo stesso vale per Bush. Oggi ha scritto a favore del presidente repubblicano la pagina degli editoriali del Wall Street Journal. L'appoggio era prevedibile, ma anche in questo caso è stato pieno di ombre: "Bush ha fallito come comunicatore ed è stato capace di clamorose ritirate politiche nononstante il tema della sua campagna da leader che non si piega. Da ultimo, la sua resa sulla riforma dell'intelligence non è stata prove di coraggio politico". Lo stesso atteggiamento di critica nei confronti del presidente è una costante in molti giornali locali finiti in extremis nella colonna di Bush. Il Tribune Review di Richard Mellon Scaife, a destra della galassia dei media conservatori, ha definito una "delusione" la presidenza di George W. Bush. "Tanto va contro di lui, al punto che abbiamo preso in considerazione l'idea di ritirargli la fiducia. Poi abbiamo considerato l'alternativa", ha scritto. E anche in Michigan due quotidiani della colonna di Bush ci sono arrivati con il fiatone. Alla Kalamazoo Gazette il comitato editoriale si era spaccato e si è andati ai voti: ha vinto Bush, ma con solo un voto di scarto. Nel panorama polarizzato dell'America 2004 un altro quotidiano a tiratura gigante, Usa Today non si è schierato: «Non c'è un candidato giusto per tutti i nostri lettori: la scelta è troppo personale», ha così argomentato il comitato editoriale del quotidiano rifiutando di offrire all'uno o all'altro il suo influente appoggio. Lo stesso aveva fatto nei giorni scorsi il quotidiano Cleveland Plain Dealer, nello stato campo di battaglia dell'Ohio.

postato da: Sal alle ore novembre 01, 2004 20:25 | link |
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