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febbraio 3 2007

IL BERSO' CHIUDE

Questo blog chiude oggi dopo 1.170 post, più di 300 commenti e 101.667 lettori.
postato da: Sal alle ore febbraio 03, 2007 13:41 | link |
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gennaio 23 2007

EXTRA USA. IN VENDITA LES ECHOS

Si fanno sempre più intense le voci di una vendita di Les Echos, principale quotidiano  economico francese che appartiene al gruppo britannico Pearson che pubblica anche il Financial Times. Secondo Le Monde'  il giornale starebbe suscitando grande interesse di gruppi come LVMH, che possiede l'altro importante quotidiano economico La Tribune, Bollore o Lagardere.  Il quotidiano è valutato tra i 180 e i 200 milioni di euro. Molti dipendenti del quotidiano stanno intanto creando una società formata da giornalisti per poter avere voce in capitolo nel caso di una cessione. Alcuni dirigenti del giornale avrebbero anche incaricato una banca per studiare la ripresa della testata. Il quotidiano ecnomico è stato fondato nel 1908, e acquistato dal gruppo di Pearson nel 1998. La tiratura del quotidiano, che è uno dei pochi in attivo con un utile di 8,4 milioni di euro per un fatturato di 121, sfiora le 120 mila copie.
postato da: Sal alle ore gennaio 23, 2007 10:00 | link |
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gennaio 20 2007

LA FAMIGLIA DEL LOS ANGELES TIMES RAFFORZA LA SUA POSIZIONE

La famiglia Chandler, maggiore azionista di Tribune, il gruppo statunitense che possiede il Los Angeles Times e la squadra di baseball di Chicago, ha presentato un' offerta per acquisire la totalità delle azioni della società. E' infatti prevista una scissione delle attività principali del gruppo. L'offerta è di circa il 4,5 per cento più alta rispetto alla media del valore del titolo a Wall Street.
postato da: Sal alle ore gennaio 20, 2007 12:16 | link |
categorie: usa , los angeles times, tribune
gennaio 19 2007

IL GRUPPO LAGARDERE RISTRUTTURA

Il gruppo Lagardere, numero uno mondiale della stampa periodica presente in Italia con Rusconi, prevede la chiusura di alcune testate per far fronte al calo della diffusione. Lo ha detto il suo ceo Arnaud Lagardere: "Vi saranno dei cambiamenti inevitabili, alcuni probabilmente duri. Saranno annunciati il 25 gennaio. Faremo una razionalizzazione del portafoglio e della geografia''. Il polo media di Lagardere, presente in quarantaPaesi, pubblica testate a grande tiratura come i settimanali Elle e Paris Match.
postato da: Sal alle ore gennaio 19, 2007 20:16 | link |
categorie: francia, rusconi, lagardere
gennaio 16 2007

TIME WARNER TAGLIA 150 POSTI DI LAVORO

La tendenza è ormai chiara, internet è destinata a cambiare per sempre il futuro dei gionali. Lo si sa da anni, ma ora dopo che il New York Times, che guadagna di più con l'edizione online che non con quella su carta, la tendenza si conferma anche nei settimanali e nei mensili. Il gruppo editoriale Time che, oltre al prestigioso settimanale, pubblica riviste come People, Sports Illustrated e Fortune ha intenzione di tagliare quest'anno circa 150 posti di lavoro, oltre la metà dei quali giornalisti o responsabili editoriali. Cambierà sia il moTdo di lavorare dei periodici del gruppo Time Warner, che controlla anche Cnn e Aol, sia il sistema redazionale. Verranno infatti smantellati alcuni uffici, come quello storico di Parigi. Rimarranno i corrispondenti, che senza ufficio e segretarie. In un lungo articolo il New York Times ricorda che gli articoli di People, dedicati a star del gossip, in realtà pezzi che sono poco più lunghi di una didascalia sono scritti da ben sette persone, e poi riscritti in modo definitivo da una ottavo giornalista, in redazione. Il quale fa anche le telefonate di verifica. D'ora in poi, ogni articolo verrà scritto da un solo redattore, mentre le case dei corrispondenti diventeranno, con l'installazione di semplici postazioni laptop journalist, veri uffici domestici.
postato da: Sal alle ore gennaio 16, 2007 12:29 | link |
categorie: usa , time, , new york times
gennaio 14 2007

NEL 2043 IL NEW YORK TIMES CHIUDE

Uno tra o più seri studiosi dell'editoria americana, Philip Meyer, ha fatto un'ipotesi che non ha reso felici i giornalisti Usa. Secondo le sue valutazioni l'ultima sgualcita copia su carta del New York Times sarà acquistata nel 2043. La crisi di vendite che affligge i quotidiani da venti anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica.
postato da: Sal alle ore gennaio 14, 2007 18:32 | link |
categorie: usa , new york times, philp meyer
gennaio 13 2007

MIKHAIL GORBACION COMMENTATORE AL NEW YORK TIMES


Il New York Times ha acquistato un nuovo columnist, è l'ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, 75 anni. Lo anticipa Editor e Publisher. Il quotidiano americano ha assegnato a Gorbaciov una rubrica mensile di affari internazionali e il primo contributo dell'ex leader dell'Urss arriverà la prossima settimana. Un pezzo introduttivo e d'invito al dialogo.
postato da: Sal alle ore gennaio 13, 2007 21:46 | link |
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gennaio 12 2007

EXTRA USA. CHIUDE LA FREEPRESS DI TEL AVIV ISRAELI

E’ uscito questa settimana l’ultimo numero di Israeli, il quotidiano gratuito stampato in 150-200 mila copie che per alcuni mesi ha fatto spietata concorrenza a Yediot Ahronot, il principale quotidiano israeliano. Frutto della cooperazione dell’israeliano Shlomo Ben-Zvi e dello statunitense Sheldon Adelsondue il quotidiano lanciato un anno fa e stampato nelle edizioni del mattino e del pomeriggio è presto divenuto molto popolare fra i pendolari che quotidianamente raggiungono Tel Aviv in treno o in autobus. Alcuni mesi fa, quando si era profilata una cooperazione fra Israeli e Maariv, Yediot Ahronot penso di lanciare un proprio quotidiano gratuito. Ma adesso dissidi fra Ben-Zvi ed Adelson hanno costretto la direzione a cessare bruscamente le pubblicazioni e a licenziare i 50 dipendenti. Molti tra gli esperti di comunicazioni di massa ritengono però che sia piaciuta al pubblico la formula di Israeli. Un giornale veloce, con notizie ben selezionate, corredate da titoli forti e da testi brevi. Nell’ambiente del giornalismo israeliano sembra imminente il ritorno sul mercato di un nuovo quotidiano gratuito.
postato da: Sal alle ore gennaio 12, 2007 17:04 | link |
categorie: israele, tel aviv, freepress
gennaio 5 2007

EXTRA USA. LA LIBERATION DI CARACCIOLO

Sarà Carlo Caracciolo il secondo azionista della nuova società editrice del quotidiano comunista francese Libération. Il primo è l'azionsita di maggioranza Edouard de Rothschild. Lo dice La Repubblica.  L'annuncio segue l'approvazione avvenuta ieri da parte dei dipendenti del quotidiano del cambiamento dello statuto che li ha privati di una larga parte dei loro diritti di veto ma ha aperto le porte ad una ricapitalizzazione del giornale vicino al fallimento. Hanno votato sì al cambiamento dello statuto il 68 per cento dei giornalisti, il 60 per cento degli amministrativi ed il 50 per cento  degli operai. L'approvazione della rinuncia ad una larga parte dei diritti attribuiti alla società civile del personale di Liberation era la condizione posta da Rothchild per la ricapitalizzazione di 15 milioni di euro. Con 135 mila copie vendute al giorno, il giornale a fine 2006 aveva accumulato perdite per circa 12 milioni di euro. Nel suo comunicato Edouard de Rothschild ricorda che l'azionariato è composto anche da Pathè, Mediascap, una  società del gruppo La libre belgique, La derniere Heure, Suez, già azionari di Liberation che sono presenti con il 10%, 8% e 2% del capitale. Entrano anche una decina di investitori a titolo personale tra i quali Bernard Henri-Levy, Henri Seydoux, Pierre Bergè e Andrè Rousselet che assieme rappresentano l'8% del capitale. La società civile del personale di Liberation, fino ad ora la seconda componente azionaria investirà circa 100 mila euro ed anche la società dei lettori, creata all'inizio della crisi finanziaria del giornale, ha annunciato la sua intenzione a sottoscrivere l'aumento di capitale. Ha detto Rothschild che la nuova società azionaria consentira a Liberation di continuare a scrivere la sua storia.
postato da: Sal alle ore gennaio 05, 2007 20:26 | link |
categorie: francia, liberation, carlo caracciolo
gennaio 3 2007

PIU' DI 80 GIORNALISTI UCCISI NEL 2006

Nel 2006, sono stati uccisi in 21 paesi del mondo almeno 81 giornalisti e 32 collaboratori dei media. Lo dice Reporters sans Frontières nel suo rapporto annuale sulla libertà di stampa. Più di 871 giornalisti sono stati fermati, 1472 aggrediti o minacciati, 912 media censurati e 56 sono stati rapiti, soprattutto in Iraq e nella striscia di Gaza. Nel 1994 furono assassinati 103 giornalisti. Per il quarto anno consecutivo, l'Iraq resta il paese più pericoloso al mondo per i professionisti dei media dove 64 tra giornalisti e collaboratori sono morti nel 2006. In totale, dall'inizio della guerra, 139 giornalisti sono stati uccisi in Iraq, ossia più del doppio del numero dei giornalisti uccisi durante i venti anni della guerra in Vietnam, quando furono 63 i reporter uccisi tra il 1955 e il 1975. Nel 90 per cento dei casi le vittime sono dei giornalisti iracheni. Le indagini per ritrovare i colpevoli sono molto rare, incomplete e, in generale, inefficaci. Al secondo posto nella lista degli stati più pericolosi, il Messico, diventato il paese più violento del continente americano, davanti alla Colombia. Nel 2006, 9 giornalisti sono stati uccisi mentre indagavano sul narcotraffico locale oppure sullo sviluppo dei violenti movimenti sociali in corso nel paese. Sono oltre 1.400 i casi di aggressioni e intimidazioni. Il numero dei casi di censura è di 912 contro i 1006 del 2005. Il maggior numero di casi di censura si è verificato in Thailandia. Il web è rigorosamente controllato in numerosi paesi del mondo. Nel novembre del 2006 nella lista dei tredici nemici di internet c’erano Arabia Saudita, Bielorussia, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Vietnam. Più di 871 giornalisti sono stati arrestati nel 2006 e 56 sono stati rapiti in 10 paesi.

postato da: Sal alle ore gennaio 03, 2007 19:28 | link |
categorie: reporters sans frontières
dicembre 30 2006

EXTRA USA. IN FRANCIA LE BANCHE SOSTENGONO LIBERATION

Le banche creditrici di Liberation hanno deciso di dare una mano al quotidiano parigino in gravi difficoltà finanziarie abbuonando il 70% dei loro crediti, cioè 7 milioni di euro. Lo hanno detto Les Echos e Le Monde precisando che gli altri 3 milioni potranno essere rimborsati dal giornale nell'arco di 5 anni. Sul fronte dei detentori di obbligazioni, il fondo 3 ha accettato di abbandonare il suo credito di 2 milioni. Secondo Les Echos, l'obiettivo del quotidiano, che da ottobre è sotto procedura amministrativa di salvaguardia, è quello di arrivare a un abbandono di 12 milioni di crediti. Attualmente Liberation è in perdita secca di 27 milioni. I dipendenti di Liberation dovranno pronunciarsi nuovamente mercoledì prossimo sul cambiamento di statuto del giornale che implicherà la perdita di una parte dei loro diritti di voto. E’ questa la condizione posta dal principale azionista, Edouard de Rothschild per rifinanziare il quotidiano con 15 milioni di euro per non andare in fallimento. Sul cambiamento di statuto i dipendenti hanno già votato il 19 dicembre, senza che però emergesse una maggioranza sufficiente pro o contro il cambiamento.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:11 | link |
categorie: liberation

EXTRA USA. IN FRANCIA DEBUTTA UN MENSILE CULTURALE GRATUITO

La rete tv francese Mezzo lancerà a gennaio un mensile gratuito specializzato nella musica classica e nel jazz. Lo dice Le Monde.  Il magazine uscirà in francese e in inglese a conferma del buon andamento della stampa gratuita in Francia anche in nicchie come quelle culturali. Tirato in 100 mila copie, il nuovo giornale sarà distribuito nelle librerie, nei negozi di dischi, nelle università e negli spazi culturali. La stampa periodica dedicata ad avvenimenti culturali sta ottenendo in Francia, a Parigi come in provincia, un gran successo, come ha scritto Le Monde. Precursore delle pubblicazioni culturali gratuite  è La Terrasse che dal 1992 informa sulle ultime novità teatrali e musicali nella regione parigina. Il giornale, distribuito da studenti all'entrata dei teatri, ha una diffusione di circa 80 mila copie. La Terrasse, che è finanziata dalla pubblicità e da un migliaio di abbonamenti, prevede di chiudere il 2006 con un fatturato di 2 milioni di euro dopo averlo chiuso nel 2005 con uno di 1,4 milioni.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:07 | link |
categorie: francia, mezzo, tv

WALL STREET JOURNAL ON LINE GRATUITO IL 2 GENNAIO

Il Wall Street Journal verrà distribuito gratuitamente su tutto il territorio americano, almeno per un giorno. L'iniziativa, fissata per il 2 gennaio, servirà a festeggiare la nuova impostazione grafica del  giornale fondato nel 1889, e capire se il nuovo look incontrerà i favori del suo esigente pubblico. Per l'intero giorno, sarà a disposizione di tutti i navigatori anche l'edizione online del periodico, che di solito è a pagamento. Il Wall Street Journal col nuovo look sarà più piccolo dell'attuale. La rivoluzione grafica consentirà al giornale risparmi annuali pari a 18 milioni di dollari.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:05 | link |
categorie: wall street journal

SCOMPARSO IL PIONIERE DELLA TELEVISIONE

Frank Stanton, pioniere della televisione negli Stati Uniti ed ex presidente della Cbs, è morto nella sua casa di Boston, all'età di 98 anni. Lo ha annunciato la rete televisiva da lui guidata per decenni, nominato nel 1946 presidente della Cbs, che lo ha definito il suo ''capomastro'', Stanton era rimasto in carica per 25 anni, più a lungo di qualsiasi altro manager televisivo.
postato da: Sal alle ore dicembre 30, 2006 19:03 | link |
categorie: usa , cbs , frank stanton
dicembre 20 2006

NBC, VIACOM E CBS ALL'ATTACCO DI GOOGLE YOUTUBE

YouTube, il sito di video online rilevato da Google a ottobre per la cifra di 1,65 miliardi di dollari, potrebbe presto fare i conti i con un blocco di stelle di prima grandezza del mondo dei media, come Nbc, News Corporation, Viacom e forse Cbs. E’ quanto scrive il New York Times nell'edizione online, aggiungendo che l'accordo potrebbe essere annunciato già in settimana. L'idea è quella di lanciare un nuovo servizio in grado di competere con YouTube, che in appena un anno ha rivoluzionato il modo di comuncare sul web, lanciando un indirizzo internet online nel quale fare confluire parte delle rispettive produzioni e i video amatoriali degli utenti iscritti. Insomma, una anti YouTube per recuperare il tempo perso e arginare o controllare un fenomeno che solo negli Usa registra milioni di visitatori e utenti quotidiani.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 21:05 | link |
categorie: youtube

EXTRA USA. LA POLIZIA INGLESE CHIEDE IL SILENZIO ALLA STAMPA

La polizia del Suffolk, in Inghilterra, ha lanciato un appello alla stampa britannica: "Per favore, non pubblicate più i nomi delle persone implicate nelle indagini che riguardano il killer delle prostitute". Nei giorni scorsi era stato ampiamente diffuso il nome di Tom Stephens, il primo uomo sospettato di essere l’omicida delle cinque prostitute assassinate nella zona di Ipswich. Un problema non da poco per la stampa inglese che non accetta volentieri alcuna interferenza esterna, anche in casi come questo.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 21:00 | link |
categorie: inghilterra

EXTRA USA. SPRINGER ACQUISTA LA SVIZZERA FREY

La casa editrice tedesca Axel Springer AG ha rilevato per 87,2 milioni di euro il 99,5 per cento della società svizzera Jean Frey. Alla casa editrice Jean Frey Ag, con sede a Zurigo, appartengono periodici specializzati nel settore economico, televisivo e di consulenza, inoltre una divisione di servizi per mass media. Il perfezionamento della transazione è condizionato allo smembramento del settimanale Weltwoche. Ha spiegato Springer, che in caso di realizzazione dell' operazione, ai restanti piccoli azionisti di Jean Frey verrà presentata un' offerta d'acquisto dei loro titoli.
postato da: Sal alle ore dicembre 20, 2006 20:43 | link |
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dicembre 19 2006

I 51 QUOTIDIANI DI NEW YORK

A New York ci sono 51 quotidiani. Dice Newspaper24. Comprese le free press, certo. Ma cinquantuno. Gli editori italiani vorrebbero avere la libertà di licenziare, come accade in America, i giornalisti che non garbano. Gli editori italiani non si sono mai posti il problema di dove andrebbero una volta cacciati dal loro giornale i giornalisti che non garbano. A Milano, città dell'editoria per eccellenza, ci sono undici quotidiani. Comprese le free press, certo. Ma anche un paio di quotidiani politici e almeno tre di esclusivo carattere economico e forse uno che non va nemmeno in edicola. Gli editori italiani sanno bene dove andrebbero i giornalisti disoccupati, a casa. La realtà è che il mercato non c'è, i lettori nemmeno. Gli editori hanno sperperato un patrimonio culturale immenso con politiche di diffusione sbagliate, lottizzazioni politiche, arroganza di potere, concentrazioni editoriali, feroci guerre pubblicitarie. Così è, nel solo quartiere di Brooklin ci sono due quotidiani, quattro nel Queens, due in ebraico e poi altri in arabo, spagnolo. Questo è mercato.
postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 17:21 | link |
categorie: new york

LA PRINCIPESSA CRONISTA INDISPETTISCE IL PALAZZO

La principessa Letizia delle Asturie, consorte del principe ereditario Felipe di Borbone, è tornata alla sua vecchia professione giornalistica in un comic della Marvel uscito in questi giorni negli Stati Uniti. Letizia Ortiz, prima di sposarsi era una giornalista televisiva, e nel comic intitolato Newuniversal, che racconta la storia di una cataclisma in seguito al quale alcune persone acquistano superpoteri, la sua immagine viene usata per il personaggio di una reporter. E i disegni pubblicati dal quotidiano El Periodico di Barcellona, opera del disegnatore spagnolo Salvador Larroca, sono in effetti quasi un ritratto della principessa. Larroca ha lavorato per la famosa editrice di comic anche nelle serie I Fantastici 4 e X-Men. Un portavoce della casa reale ha detto di "deplorare molto l’utilizzo di immagini della famiglia reale''. Già in passato Marvel, che ha l'abitudine di utilizzare persone reali per creare i suoi personaggi, aveva vestito il malvagio Magneto con l'uniforme di gala di re Juan Carlos, ma la casa reale si era messa in contatto con l'editrice che aveva poi chiesto scusa.
postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 16:52 | link |
categorie: el periodico

EXTRA USA. IN GB IL DAILY MIRROR E' IL QUOTIDIANO DELL'ANNO

E' andato al Daily Mirror il premio di quotidiano inglese dell’anno. Il riconoscimento What the Papers Say, Quello che dicono i giornali, è stato consegnato al Mirror per i suoi numerosi scoop del 2006, non ultimo quello che ha riguardato l’affaire tra il vicepremier John Prescott e la sua segretaria Tracey Temple, che è valso al suo autore Stephen Moyes anche il premio come reporter dell’anno. Il direttore del Mirror Richard Wallace nel corso della cerimonia di consegna tenutasi al Cafe Royal di Londra ha detto: "Questi riconoscimenti per noi sono la ciliegina sulla torta. Vorrei solo ringraziare lo redazione. E ricordare che nonostante si continui a parlare del futuro (la testata potrebbe infatti risentire della ristrutturazione in atto da parte della proprietà, ndr) qui ognuno ama il proprio lavoro, e questi premi ne sono la dimostrazione". Il maggior numero di premi sono andati comunque al Sunday Times (il domenicale ha vinto il premio "scoop dell’anno" per l’articolo sullo scandalo delle nomine in cambio di soldi che ha riguardato anche il primo ministro Tony Blair, oltre al premio per il migliore corrispondente estero, vinto da Christina Lamb, e al miglior vignettista, Gerald Scarfe). Al Sun sono andati due premi, a Richard Pelham che è stato riconosciuto fotografo dell’anno, mentre al reporter veterano Arthur Edwards a cui è stato consegnato un premio alla carriera.

postato da: Sal alle ore dicembre 19, 2006 09:42 | link |
categorie:
dicembre 17 2006

NEL 2007 GLI AMERICANI PER 10 ORE AL GIORNO DAVANTI ALLA TV

Nel 2007, l'americano medio trascorrerà circa dieci ore al giorno davanti alla televisione, navigando su internet o leggendo libri, quotidiani o riviste. Lo rivela l'ufficio del censimento Usa, nel suo annuario statistico 2007. Tra le altre conferme dello studio c'è quella che gli americani continuano ad amare le bevande gassate. L'anno prossimo ne consumeranno quasi 4 litri a settimana, contro meno di due litri di latte, acqua minerale e caffè. Da qui una conferma i due terzi degli americani sono sovrappeso, un terzo di loro sono obesi.
postato da: Sal alle ore dicembre 17, 2006 10:15 | link |
categorie: usa
dicembre 16 2006

LA DREAM WORKS OFFRE 2 MILIARDI PER IL LOS ANGELES TIMES

Il produttore cinematografico e discografico americano David Geffen, uno dei creatori della DreamWorks, ha offerto due miliardi di dollari in contanti per l'acquisto del Los Angeles Times, il più diffuso quotidiano californiano. Il gruppo editoriale Tribune però, che oltre al L.A. Times controlla il Chicago Tribune ed una serie di televisioni locali, non ha indicato se sia sua intenzione accettare oppure respingere l'offerta, essendo tutto il gruppo in vendita. Come dice lo stesso quotidiano californiano, ci sarebbero altre offerte in arrivo come quella, per tutto il gruppo Tribune, del colosso Gannett di Usa Today, il più diffuso quotidiano Usa, insieme con due miliardari di Los Angeles, Eli Broad e Ron Burkle. Geffen, che possiede una delle più ricche collezioni di arte contemporanea degli Stati Uniti, ha recentemente venduto, a prezzi decisamente elevati, una serie di capolavori in suo possesso, forse per finanziare l'acquisto del quotidiano californiano. Il produttore, 63 anni, dichiaratamente gay, ha una fortuna stimata in 4,6 miliardi di dollari.
postato da: Sal alle ore dicembre 16, 2006 11:20 | link |
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dicembre 15 2006

EXTRA USA. SI RIORGANIZZA IL GRUPPO LAGARDERE

Il gruppo Lagardere ha riorganizzato il suo polo media e comunicazione per farne uno dei leader mondiali dell'edizione di contenuti di tutti i mezzi dicomunicazione. Il nuovo gruppo multimediale, battezzato Lagardere Active Media, nasce dal ravvicinamento del polo stampa periodica Hachette Filippacchi Medias e di quello audiovisivo Lagardere Active. La società sarà guidata da un consiglio, presieduto da Arnaud Lagardere, e da un direttorio guidato da Didier Quillot. L'obiettivo della riorganizzazione sarà quello di favorire "una strategia  di alleanze e acquisizioni nel digitale". Una nuova direzione sarà invece incaricata di "costruire il successo del polo digitale sul web e sui nuovi mezzi di comunicazione". Il polo stampa periodica, che pubblica 260 testate, tra cui i settimanali di grande successo come Paris Match e Elle, sarà guidato da Olivier Chapuis.

postato da: Sal alle ore dicembre 15, 2006 16:09 | link |
categorie: lagardere
dicembre 14 2006

PREMI REPORTERS SANS FRONTIERES AL GIORNALISMO INDIPENDENTE

Assegnati i premi annuali di Reporters sans Frontières  per il giornalismo indipendente. L’organizzazione parigina, in collaborazione con la fondazione privata Fondation de France, ha premiato come ogni anno un giornalista, un servizio d’informazione, un difensore della libertà di stampa e un cyber-dissidente. Ogni premiato ha ricevuto 2.190 euro. Il vincitore nella categoria giornalisti è U Win Tin, 76 anni, del Myanmar (Birmania). In carcere dal 1989, U Win Tin è il più anziano prigioniero politico in Birmania. Per la categoria media, il premio è andato al giornale russo Novaya Gazeta, la cui redattrice Anna Politkovskaya è stata uccisa lo scorso 7 ottobre. Al bisettimanale è stato riconosciuto il "costante impegno nel giornalismo investigativo e la puntuale denuncia nei confronti della corruzione dell’amministrazione russa". Journalists in Danger (Giornalisti in pericolo), un’associazione di reporter del Congo, ha ricevuto il premio per la sua battaglia in nome della libertà di stampa in Africa. Il premio al cyber-dissidente è andato a Guillermo Farinas Hernandez, direttore dell’agenzia di stampa indipendente Cubanacan Press.

Qui di seguito il comunicato di Rsf con le motivazioni.

Guillermo Fariñas Hernández, Cuba

Il se bat pour que les Cubains accèdent à un "Internet libre".
Guillermo Fariñas, surnommé "El coco", directeur de l'agence de presse indépendante Cubanacán Press, a entamé, en février 2006, une grève de la faim pour demander que tous les Cubains aient accès à un "Internet libre". Les autorités ont dû l'hospitaliser de force et le mettre sous perfusion pour mettre un terme à son action, qui trouvait un écho dans les médias internationaux.

Après avoir été maintenu plusieurs mois dans un service de soins intensifs en raison de problèmes rénaux et de troubles cardiaques, les autorités ont proposé à Guillermo Fariñas de lui accorder un accès "restreint" à Internet. Mais il a refusé, expliquant qu'il ne pouvait exercer dignement son métier de journaliste en ne consultant que des informations filtrées par le gouvernement.

« El coco » n'a mis un terme à sa grève de la faim que le 31 août, après avoir frôlé la mort et perdu 15 kilos. Il continue aujourd'hui son travail au sein de Cubanacán et est devenu l'une voix les plus entendues parmi les journalistes de l'opposition cubaine. Il continue par ailleurs à informer les médias étrangers des atteintes aux droits de l'homme dans son pays et se fait en particulier l'écho des mesures d'intimidation et du harcèlement dont sont victimes les reporters indépendants.

Cubanacán, fondée en 2003, est l'agence de presse la plus importante de la nouvelle génération de journalistes cubains. Aucun des 17 reporters qui y collaborent n'a pourtant le droit d'utiliser Internet ou un fax pour envoyer leurs articles à l'étranger. Les article sont le plus souvent dictés à partir d'un téléphone public. Les tarifs de communication étant très élevés, ces appels sont habituellement passés en PCV.


L'Internet à Cuba, un réseau sous étroite surveillance.
Le gouvernement cubain utilise plusieurs leviers pour s'assurer qu'Internet n'est pas utilisé de manière "contre-révolutionnaire". Tout d'abord, il a peu ou prou interdit les connexions privées au Réseau. Pour surfer ou consulter leurs e-mails, les Cubains doivent donc obligatoirement passer par des points d'accès publics (cybercafés, universités, "clubs informatiques pour la jeunesse", etc), où il est plus facile de surveiller leur activité. Ensuite, la police cubaine a installé, sur tous les ordinateurs des cybercafés et des grands hôtels, des logiciels qui déclenchent un message d'alerte lorsque des mots clés "subversifs" sont repérés. Le gouvernement mise par ailleurs sur l'autocensure. A Cuba, on peut être condamné à vingt ans de prison pour quelques articles "contre-révolutionnaires" publiés sur des sites étrangers et à cinq ans simplement pour s'être connecté au Net de manière illégale. Peu d'internautes osent défier la censure de l'Etat et prendre un tel risque.


Les autres nominés 2006 dans la catégorie « Cyberdissident » étaient :

Habib Saleh, Syrie

Le président Bachar el-Assad a fait de la Syrie l'un des pires trous noirs d'Internet. Il a organisé le filtrage systématique des publications en ligne d'opposition et lancé sa police politique dans une traque sans pitié des dissidents et des journalistes indépendants s'exprimant sur la Toile.
L'écrivain et homme d'affaires Habib Saleh, 59 ans, a fait les frais de cette répression systématique. Le 29 mai 2005, il est interpellé dans son bureau de Tartous, à 130 km au nord de Damas. Accusé d'avoir "propagé des informations mensongères" sur Internet, il est jugé, le 16 août 2006, devant une cour martiale. A l'issue d'un procès arbitraire, il est condamné à trois ans de prison.

 
Yang Zili, Chine

Yang Zili, informaticien, a été condamné le 28 mai 2003 à huit ans de prison pour "subversion du pouvoir de l'Etat". Son crime ? Avoir publié des articles sur son site lib.126.com, "Le jardin des idées de Yang Zili", dans lesquels il se prononçait en faveur du libéralisme politique, critiquait la répression contre le mouvement spirituel Falungong et dénonçait les difficultés économiques des paysans.

Il n'avait que 30 ans, le 13 mars 2001, lorsque lui et sa femme  ont été arrêtés. "C'était comme dans les films sur la révolution culturelle, déclarera plus tard son épouse, Lu Kun. Ils ont saccagé mon appartement et m'ont détenue et interrogée pendant trois jours dans les sous-sols d'un bâtiment de la police. Ce n'est qu'une fois rentrée chez moi, sans mon mari, que je me suis mise à pleurer."
postato da: Sal alle ore dicembre 14, 2006 11:20 | link |
categorie: reporters sans frontières
dicembre 13 2006

EXTRA USA. PER ORA NON PARTE LA FREEPRESS DI LE MONDE

Il quotidiano gratuito parigino con cui Le Monde e il gruppo Bollore vogliono fare concorrenza a Metro e 20 minutes uscirà all'inizio del 2007, dopo le feste. Un rinvio rispetto all'uscita prevista in questi giorni, dovuto ai dubbi dei giornalisti del quotidiano sulla professionalità della redazione del nuovo giornale. Un primo rinvio del lancio, inizialmente previsto a novembre, era stato provocato da una lotta di potere tra i due azionisti che si era risolto a favore di Vincent Bollorè , maggioritario nel capitale con una partecipazione del 70 per cento.

Il finanziere e industriale, che è anche azionista di Mediobanca, l'ha spuntata in quanto Le Monde, già in rosso l'anno scorso per 32 milioni di euro, non dispone di fondi da investire nel nuovo giornale, un progetto da tra i 15 e i 20 milioni di euro. A dirigere la nuova testata, che avrà una diffusione nella regione parigina di 250 mila copie, sono Pascal Galiner, capo del servizio media di Le Monde, e Christian Struder, redattore capo di Direct Soir il quotidiano gratuito della sera lanciato la scorsa estate da Bollorè.

Il futuro quotidiano, che deve ancora trovare il nome, è destinato anche a fare la testa di ponte parigina della rete Ville Plus che raggruppa cinque testate gratuite pubblicate dalla stampa regionale.
postato da: Sal alle ore dicembre 13, 2006 21:40 | link |
categorie: le monde
dicembre 12 2006

IL NEW YORK TIMES SVELA L'IDENTITA' DI UNA FONTE SUL VIETNAM

Più o meno ci sono voluti quasi quarant'anni. Ma alla fine il New York Times ha svelato l'identità di una gola profonda che resisteva da più tempo di quella dello scandalo Watergate. Un generale a tre stelle, oggi pensionato novantenne alle Hawaii, era la fonte di un articolo del 1967 che fece scalpore, perchè rivelava i dubbi all'interno dell'Esercito Usa sulla possibilità di vincere la guerra in Vietnam.

Il generale, Frederick Weyand, era l'alto ufficiale anonimo che permise al celebre giornalista del New York Times R.W.Apple Jr, morto nelle scorse settimane, di scrivere un pezzo in prima pagina che generò scalpore a Washington e Saigon e aprì la strada al cambio di umore dell'opinione pubblica americana sul Vietnam. Nell'articolo, l'ufficiale affermava che il generale William Westmoreland, il comandante delle forze americane in Vietnam, non comprendeva che la guerra era "impossibile da vincere"'. La fonte anonima spiegava nei dettagli cosa non funzionava nell'approccio  mericano alla guerra e perchè sarebbe finita come effettivamente andò.

In un'epoca in cui gli Usa temono di trovarsi in una situazione simile in Iraq, Weyand ha autorizzato la pubblicazione del suo nome e la vicenda è stata ricostruita sul quotidiano di New York da Murray Fromson, all'epoca corrispondente della televisione Cbs, l'unico altro giornalista insieme ad Apple ad aver raccolto le confidenze dell'ufficiale.

Weyand divenne in seguito il generale incaricato di gestire la ritirata dal Vietnam e fu poi nominato capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Adesso che Apple e Westmoreland non ci sono più, l'anziano ufficiale in pensione ha voluto affidare la vicenda e la sua soffiata al giudizio degli storici.
postato da: Sal alle ore dicembre 12, 2006 21:51 | link |
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dicembre 11 2006

EXTRA USA. MOURINHIO BASTA

Il Daily Mirror volta le spalle al Chelsea e al tecnico Jose Mourinho. Stufo delle continue richieste avanzate dall’ufficio stampa del club inglese, il cui proprietario è il magnate russo Roman Abramovic, il quotidiano ha rifiutato di pubblicare un’intervista al vulcanico allenatore. La scorsa settimana infatti numerose testate inglesi erano state invitate nella sede del club per realizzare l’intervista a Mourinho, anche se nell’invito era stato specificato che il pezzo sarebbe dovuto apparire sotto forma di domande e risposte, che avrebbe dovuto avere l’ok dall’ufficio stampa prima della pubblicazione, e che nella stessa pagina sarebbe dovuto apparire un box sulla beneficenza fatta dal Chelsea, il cui testo, non modificabile, sarebbe stato inviato dalla società. Venerdì mattina l’intervista al tecnico portoghese è apparsa dunque sul Times, sul Daily Telegraph, sul Daily Mail e sul Sun, che l’ha proposta come esclusiva, ma non sul Mirror. Ha spiegato Dean Morse, caporedattore dello sport al Mirror: "Apprezziamo molto tutto ciò che il Chelsea fa per beneficenza, ma le loro richieste si sono spinte troppo in là. Capisco che i padroni sono russi, ma noi non siamo ancora la Pravda". E ha aggiunto: “Credo che stavolta si sia passato il segno. Una volta che abbiamo venduto l’anima non si può tornare indietro. Gli uffici stampa capirebbero l’aria che tira e ne approfitterebbero per renderci il lavoro impossibile. Per quanto possibile cerchiamo sempre di collaborare con gli addetti stampa, ma non devono essere loro a dirigere il quotidiano".
postato da: Sal alle ore dicembre 11, 2006 17:54 | link |
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dicembre 10 2006

EXTRA USA. MONDADORI FRANCE CHIUDE MAX

Mondadori France ha annunciato ai sindacati la sospensione immediata della pubblicazione di Max e di 20 ans, due riviste per le quali non avrebbe trovato acquirenti. I sindacati sostengono che la direzione della filiale francese del gruppo editoriale italiano non avrebbe fornito altra precisazione. I due giornali sarebbero stati messi in vendita già in autunno. La diffusione di 20ans sarebbe diminuita del 32 per cento tra il 2002 e il 2005 a 103.000 copie e quella di Max del 21 per cento a 92 mila copie. All'inizio di ottobre Arnaud de Puyfontaine, ceo di Mondadori France aveva detto che nessuna testata sarebbe stata ceduta e alcun dipendente sarebbe stato costretto a lasciare il gruppo. Mondadori France, ex Emap France, impega 1.350 persone.
postato da: Sal alle ore dicembre 10, 2006 21:17 | link |
categorie: mondadori
dicembre 9 2006

GIORNALISTI CON BLOG PIU' AI FERRI DEGLI ALTRI

Il numero di giornalisti arrestati per via del loro lavoro è aumentato in tutto il mondo per il secondo anno consecutivo e, di loro, uno su tre è titolare di un blog sulla rete, è un editor online o un reporter che lavora esclusivamente sulla rete. Lo dice una nuova analisi condotta dal Comitato per la protezione dei giornalisti di New York. L'annuale rapporto del Comitato rivela che al primo dicembre del 2006 erano 134 i giornalisti in prigione, con la Cina, Cuba, l'Eritrea e l'Etiopia ai primi posti dell'elenco dei paesi nemici della stampa. I giornalisti dellacarta stampata costituiscono tuttora il più numeroso gruppo con 67 arresti nel 2006, ma i giornalisti che lavorano esclusivamente su internet costituiscono una sottocategoria in crescita con 49 arresti nel corso di quest'anno. Ha detto Joel Simon, direttore esecutivo del Comitato per la protezione dei giornalisti: "Siamo ad uno snodo cruciale nella lotta per la libertà distampa perchè gli stati autoritari hanno fatto di internet ilprincipale fronte nel loro sforzo di controllare tutta l'informazione".
postato da: Sal alle ore dicembre 09, 2006 22:31 | link |
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